Home Attualità

Rapitori vogliono le scuse della polizia, poi si pentono!

CONDIVIDI

Una storia da cui ci si potrebbe ricavare una discreta sceneggiatura per una classica commedia americana, magari con Adam Sandler in qualità di protagonista.

Ha davvero dell’assurdo quello che sta accadendo in questi giorni a San Francisco e tutto ruota su un avvenimento che, di norma, sarebbe da cronaca nera.

Stiamo infatti parlando di un rapimento.

 Denise Huskins

 

La cifra richiesta per il riscatto era davvero strana

8500 dollari. Tanto (poco) è stato richiesto dai rapitori come riscatto al fidanzato per il rilascio di Denise Huskins, una 29enne di San Francisco che, il 23 Marzo scorso, è svanita nel nulla.

Una cifra davvero anomala per la quale difficilmente qualcuno si accollerebbe i rischi che un rapimento di solito comporta. Tanto strana da far chiudere il caso, da parte degli investigatori, come “simulazione di sequestro“, ipotesi maggiormente avvalorata dal fatto che la giovane è stata ritrovata dopo soli due giorni nei pressi di Los Angeles, a Huntington Beach per la precisione, e che la stessa è riuscita a dare agli inquirenti pochissime indicazioni sulle circostanze del suo sequestro, quasi a non volerne di proposito fornire.

La chiusura delle indagini non andata giù, evidentemente, ai rapitori, i quali si sono sentiti in dovere di mandare una mail ad uno dei quotidiani locali più diffusi nella quale veniva confermata l’autenticità del rapimento ed intimando la polizia di riaprire il caso.

Poco tempo dopo, però, certamente pentiti per il tanto trambusto creato, i sequestratori hanno contattato, stavolta via lettera (ben 16 pagine) il procuratore distrettuale Douglas Rappaport, nella quale veniva chiaramente espresso il loro “rimorso” e la loro “vergogna” per ciò che avevano fatto e chiedendo, ovviamente, scusa a tutti.