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10 cose che non sapevi su Occhi di Gatto!

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Ammettetelo: chi di voi da bambina, magari con il supporto di sorelle o amiche, non ha mai impersonato per gioco una delle ladre più famose dei cartoni animati.

Esatto stiamo parlando di Occhi di Gatto, un anime degli anni ’80 che ha fatto davvero la storia della tv per ragazzi e che continua a riscuotere, nonostante siano trascorsi 30 anni dalla sua prima apparizione, un successo enorme anche tra le nuove generazioni.

Catturati dalle loro peripezie e mille intrighi per riuscire nei furti di opere d’arte del papà scomparso, divertiti dalle comiche situazioni in cui veniva a trovarsi la polizia ogni volta che tentava (invano) di catturarle ed appassionati dalla storia d’amore tra la più famosa delle tre ladre, Sheila, e il poliziotto Metthew, i bambini degli anni ’80 (e non solo come abbiamo già detto) hanno amato e amano tuttora le “tre ladre abilissime molto sveglie ed agilissime” come canta, nell’altrettanto famosa sigla italiana, Cristina d’Avena.

Ecco allora per voi alcune curiosità sulla serie che probabilmente pochi conoscete!

 Occhi di gatto

Riescon sempre a fuggire e nel nulla sparire

1. Il titolo originale dell’opera per una volta non si discosta da quella che è stata la traduzione italiana. Il manga da cui è stata tratta la serie è infatti uscito in Giappone con il titolo inglese Cat’s Eye ed è un’opera di Tsukasa Hojo (il cui nome venne sbagliato in Hoyjo nelle scritte di apertura della prima sigla italiana) il quale è anche “papà” di un altro famoso cartone: City Hunter.

2. Il manga è stato pubblicato dal 1981 al 1985, anno in cui fece invece la sua prima comparsa il cartone animato sulle reti Fininvest.

3. Nella versione italiana i nomi dei protagonisti sono ovviamente stati cambiati. Gli originali sono: Hitomi (Sheila), Rui (Kelly), Ai (Tati) e Toshio (Matthew).

4. Il cartone animato è andato in onda in diversi paesi: Germania, Spagna, Francia, Brasile, Cina, Filippine. Oltre che in Italia ovviamente.

5. Le musiche che si sentono suonare all’interno degli episodi in verità sono stralci delle sigle originali dell’anime, molto diverse da quella cantata da Cristina d’Avena.

6. In Italia Occhi di Gatto non ha mai avuto un vero e proprio finale. Nel manga invece la chiusura è a dir poco sconvolgente: Sheila rivela a Metthew di essere una delle tre ladre prima di fuggire negli Stati Uniti. Qui contrae una forma di meningite virale che le fa perdere del tutto la memoria. Matthew nel frattempo riesce a rintracciarla ma lei non recupererà mai i suoi ricordi. O almeno è quello che fa credere al poliziotto perché in alcune scene di chiusura si capisce che in verità non ha mai davvero perso la memoria e che in realtà si tratta di un espediente per poter rimanere insieme a Matthew lasciandosi alle spalle il passato di ladra.

7. Nel 1997 è stato prodotto ad Honk Hong un film per il cinema intitolato appunto Cat’s Eye la cui trama era abbastanza fedele a quella del manga. Non riscosse però molto successo.

8. Nel fumetto italiano Nathan Never, tre sorelle che compaiono al suo interno sono una chiara citazione alle tre Gatte.

9. Il bar gestito dalle tre ladre, che a proposito si chiama Cat’s Eye (cosa che forse avrebbe dovuto far venire qualche sospetto a Matthew fin da subito in effetti) lo si ritrova in altre opere di Hojo come appunto in City Hunter.

10. Un altro cartone animato, decisamente più recente ma molto conosciuto, andato in onda sempre sulle reti Mediaset, ha preso ispirazione da Occhi di Gatto: si tratta di Lisa e Seya un solo cuore per lo stesso segreto. Anche qui infatti vediamo un poliziotto innamorato di una ladra che lui stesso cerca di catturare.