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Nepal, terremoto: 3617 morti. Recuperati i corpi di due italiani. Ansia per i dispersi

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Continua a salire il bilancio delle vittime del devastante terremoto che ha colpito il Nepal, sabato scorso, 25 aprile. Le fonti della polizia locale hanno registrato fino ad oggi 3.617 morti accertati mentre i feriti sono almeno 6.538.

NEPAL-QUAKE


Tra questi vi erano anche due italiani, travolti da una frana mentre stavano effettuando un trekking nella Rolwaling Valley a 3.500 metri di quota. I corpi delle due vittime sono stati recuperati ma sono ancora sul posto, mentre  in un ospedale di Kathmandu vi sono altri due membri della spedizione, Iolanda M., ferita, e Attilio D., tratti in salvo.
La terribile scossa è stata accompagnata da uno sciame sismico che sta proseguendo ancora, con scosse di magnitudo che spaziano dal livello 4 al 6 della scala Richter.

Momenti di ansia in Italia sia per le vittime che per i dispersi tra i quali un ragazzo di 24 anni, Giovanni Cipolla, originario del veronese che risulterebbe disperso in Nepal. Il giovane scalatore che si trovava a Kathmandu si sarebbe messo in contatto con i parenti poche ore prima del sisma.
Tra i dispersi vi sarebbero anche quattro speleologi italiani del Soccorso alpino che si trovavano a Langtang, uno dei villaggi distrutti dal sisma in Nepal: tra questi vi sono il ligure Giovanni “Nanni” Pizzorni, 52 anni, di Recco, esperto torrentista,Giuseppe “Pino” Antonini, 53 anni, di Ancona, Gigliola Mancinelli, 51 anni, anche lei di Ancona, medico anestesista, e Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige.
Secondo le indiscrezioni si spera che vi sia difficoltà a ricaricare i telefoni satellitari che hanno in dotazione. Inoltre, la zona in cui si troverebbero gli speleologi sarebbe considerata dalle autorità locali “irraggiungibile”.

Almeno 200 alpinisti e guide nepalesi sono bloccati sul monte Everest per le valanghe causate dal terremoto. “Più di 120 sono intrappolati al campo base due mentre un’ottantina di scalatori specializzati nelle ricerche in alta quota sono impegnati nei soccorsi”, spiegano dal Nepal.

“Abbiamo visto la morte in faccia”, ha invece commentato l’alpinista Mario Vielmo, uno dei cinque italiani che hanno raggiunto il laboratorio Piramide dell’associazione Ev-K2-Cnr, a 5.050 metri di quota sul versante nepalese dell’Everest.