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Nuovo sciopero aree di servizio sulle autostrade di 48 ore dal 4 al 6 maggio

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Dal ore 22h del 4 alla stessa ora del 6 maggio si svolgerà un nuovo sciopero dei benzinai che interesserà le aree di servizio sulle autostrade.
Si tratta del terzo sciopero nel giro di pochi mesi, tra cui quelli del 4 e 5 marzo e del 31 marzo e 1 aprile, che è stato proclamato dalle organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio in quanto non ci sono state iniziative di rilievo da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e del Ministero dello Sviluppo economico, competenti in materia, per dare delle risposte alle richieste.

Government Fuel Strike Advice Appears To Spark Panic Buying

Annunciando lo sciopero, le tre organizzazioni hanno sottolineato che “i rappresentanti del Governo non hanno dato alcun seguito alle sterili riunioni delle scorse settimane, né hanno offerto nemmeno il minimo segno di attenzione alle questioni di interesse generale sottoposte loro da tempo”, spiegando che non vi sono state controproposte riguardanti “la qualità del servizio pubblico che dovrebbe caratterizzare un bene dato in concessione, quale è il nastro autostradale, ai costi sia in termini di pedaggio che di royalty pretese sulle vendite di carburanti e ristorazione, imposti a tutto il sistema e, in ultimo, ai consumatori”.

Inoltre di fronte agli “aumenti sistematici dei pedaggi e delle tariffe, dei prezzi dei carburanti più alti d’Europa, il problema della vigilanza sui comportamenti dei concessionari, la tutela del servizio pubblico e del bene oggetto della concessione”, viene contestato anche al governo di sottostare “agli interessi ingentissimi cha fanno capo alle società concessionarie“.

Considerando queste mancanze, le organizzazioni di categoria hanno inoltre annunciato che vi saranno altre forme di proteste che nell’arco dello sciopero coinvolgeranno la viabilità autostradale, nelle vicinanze della sede dell’Expo Milano che aprirà i battenti il prossimo 1° maggio, fino al 31 ottobre.

Nel mese di marzo le adesioni sono state altissime, del 90% con punte del 95% su alcune tratte autostradali. I gestori nelle scorse proteste hanno più volte chieste prezzi più bassi, l’azzeramento delle royalty e la salvaguardia del bene pubblico e degli standard di servizio, protestando contro le rendite di posizione dei concessionari che, hanno sottolineato in una nota “continuano a macinare utili a discapito dei lavoratori e degli utenti delle autostrade verso cui applicano royalties da capogiro, sia sulle benzine che su panini e bibite, dopo aver rincarato i pedaggi, nell’indifferenza del governo”.
I gestori degli impianti hanno pertanto chiesto “la ristrutturazione della rete e la continuità contrattuale delle gestioni per garantire l’occupazione dei 6000 dipendenti delle 460 stazioni di servizio“.