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Meningite: i sintomi e come curarla

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La meningite ogni anno colpisce un milione e mezzo di persone, tra cui 900 in Italia e si tratta di un’emergenza sanitaria in quanto nel 12% dei casi è letale. Non a caso, ogni anno, il 24 aprile viene promossa la giornata internazionale della meningite, per sensibilizzare le persone sull’importanza delle vaccinazioni.

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Dall’inizio del 2015 è allarme meningite in Toscana, che negli ultimi tre anni vanta il triste record, dopo la Puglia, del maggio numero dei casi di meningite. Dal mese di gennaio ad oggi, in Toscana si sono registrati 17 casi e ben quattro decessi. Ecco perché Chedonna ha tentato di ricostruire cosa sia la meningite, le sue varie forme, i sintomi e le cure.

CHE COS’E’ LA MENINGITE
La meningite può colpire chiunque ma spesso interessa i più piccoli. Può essere causata da batteri, virus e parassiti ma anche da qualche agente chimico. Si tratta di un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono midollo spinale ed encefalo. Quella causata dai virus è la forma più comune e viene chiamata con il nome di meningite asettica.
La meningite inoltre si distingue in acuta, che è quella che si manifesta e completa nell’arco di giorni, e cronica. Quest’ultima può protrarsi anche per mesi. Tra le varie forme, quella virale non è contagiosa e il paziente può guarire in una settimana.

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MENENGITE DI NATURA BATTERICA
La meningite di natura batterica è quella che causa più problemi e viene provocata dal meningococco – B e C, lo pneumococco e l’hemophilus influenzae di tipo B.
meningite da meningococco è molto contagiosa e pericolosa, in quanto il meningococco è un batterio che colpisce anche persone che sono in buona salute e con un buon funzionamento delle difese immunitarie. La meningite da pneumococco invece è causata da un batterio responsabile di un molte infezioni come polmoniti, otiti, e infezioni alle prime vie respiratorie. Si tratta di una malattia batterica invasiva e come il meningococco, si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è assolutamente comune (5-70% della popolazione adulta). La meningite da Haemophilus influenzae b fino alla fine degli anni Novanta era la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Grazie alla vaccinazione si sono ridotti i casi.

IL CONTAGIO
La meningite da meningococco che è un batteria che sopravvive fuori dell’organismo solo per pochi minuti, si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio e solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia. Mentre la meningite da pneumococco si diffonde molto raramente al di fuori dei  focolai epidemici per cui non vi è una profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con il malato, mentre è raccomandata per chi è entrato in contatto con un malato di meningite da HiB.

I SINTOMI E LE CURE DELLA MENINDGITE
I sintomi della meningite sono comuni a le varie forme e del tipo di agente patogeno che l’ha provocata. Tra i sintomi più comuni vi sono l’irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale), la febbre alta, il mal di testa, il vomito o la nausea, l’alterazione del livello di coscienza e le convulsioni.
Elementi che spesso difficilmente non sono evidenti nei neonati, per cui vi possono essere febbre, convulsioni, un pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito.
Per diagnosticare la meningite viene effettuata un’analisi del campione di liquido cerebrospinale o di sangue. Per curarla nel caso di una meningite di natura batterica il paziente viene ricoverato in terapia intensiva e viene effettuata una terapia antibiotica, che a volte viene associata a del cortisone. Il trattamento deve essere tempestivo in quanto la meningite si sviluppa rapidamente e se la terapia funziona, il paziente dovrebbe riprendersi nell’arco di 72 ore.