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Baby ladre, Mattino 5 rivendica l’onesta del servizio

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Ha fatto molto discutere un servizio mandato in onda l’8 aprile a Mattino Cinque: la giornalista intervista due giovani ragazze del campo nomadi di Castel Romano, due baby ladre che decantano la loro vita fatta di furti che però garantisce agi impensabili lavorando.

Il servizio, senza dubbio shoccante, è stato poi ripreso da Servizio Pubblico, programma durante il quale le ragazze hanno smentito quanto detto a Canale 5 asserendo di esser state pagate. Oggi il programma che aveva prodotto l’oramai celebre filmato torna sull’argomento, rivendicando la genuinità dell’operato.

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CheDonna.it coglie l’occasione per fare il punto su questo controverso caso giornalistico. Il servizio sulle baby ladre è vero o frutta di un raggiro?

La risposta di Mattino 5 a chi scredita il servizio sulle giovani ladre rom

“Siamo uscite dalla scuola a San Paolo, ci ha visto la giornalista e ci ha dato 20 euro per dire queste cose: che noi rubiamo 1000 euro al giorno, che la vecchietta deve morire. L’ho fatto perché ero fumata e lei mi ha dato 20 euro”.

Così le ragazze smentivano a Servizio Pubblico quanto affermato durante un’intervista rilasciata a Mattino Cinque alcuni giorni prima, servizio durante il quale decantavano la loro vita fatta di furti: “Chissenefrega se rubiamo a una vecchietta, – avevano affermato – tanto lei puoi muore. Io mi prendo i soldi e sto a posto”.

Le rivelazioni sembravano a dir poco scottanti ma l’ombra del pagamento che le aveva preceduto pareva aver svalutato ogni cosa.

Oggi però Mattino Cinque è tornato sul pezzo e, per avvalorare la sua tesi ha mandato in onda una seconda intervista, questa volta a telecamera nascosta, girata da Quinta Colonna. Qui una delle ragazze conferma la sua vita di furti, comprovata da ben 30 arresti in 2 anni. I guadagni non sono certo i 1000 euro di cui si vantava nell’intervista originale ma di quel pagamento per parlare non si fa alcun cenno.

Il programma di Canale Cinque rivendica dunque l’assoluta genuinità del propio operato, sottolineando come sia necessario lottare contro chi preferirebbe il silenzio e contro quanti sfruttano ragazze di appena tredici anni, minacciandole magari per smentire le scomode verità svelate durante una intervista a San Paolo.

Dove è la verità? Speriamo dalla parte di Mattino Cinque: pensare ad un pagamento di 20 euro per sfruttare delle tredicenni è una verità che non ci piacerebbe sentire.