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INCREDIBILE! Nel 1984 Hitler era ancora vivo!

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Se le verifiche che si è chiesto di effettuare dovessero confermare questa ipotesi, una parte importantissima della storia andrebbe completamente riscritta.

Ad oggi le prove fornite sembrerebbero essere decisamente deboli, ma da sole bastano comunque a suscitare sgomento e perplessità più che giustificate.

 Hitler

 

Sarebbe in realtà morto in Brasile all’età di 95 anni

Chi conosce un minimo la storia o comunque ha studiato a scuola la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, sa che Adolf Hitler, vistosi ormai sconfitto dalle forze Alleate e completamente circondato dall’esercito russo prossimo ad invadere la città di Berlino nell’ Aprile del ’45, una volta asserragliatosi all’interno del proprio bunker, decise di togliersi la vita con un colpo di pistola. Questo anche sulla base della testimonianza di una delle sue guardie del corpo, Rochus Misch, morto lo scorso anno all’età di 96 anni il quale dichiarò di aver visto il corpo del Führer tedesco accasciato senza vita sulla sua scrivania.

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A quanto pare, però, per una studentessa post-universitaria brasiliana, Simoni Renee Guerreiro Dias, le cose non andarono davvero così.

Secondo le ricerche svolte da quest’ultima, autrice del libro “Hitler in Brasile – la sua vita e la sua morte”, il dittatore riuscì a fuggire (come altri “illustri” rappresentanti dell’esercito tedesco quali l’SS Adolf Eichmann e il medico nazista Josef Mengele) in Brasile, passando prima per l’Argentina e poi per il Paraguay. Più precisamente nella piccola città di Nossa Senhora do Livramento, dove visse fino all’età di 95 anni e dove morì, nel 1984, di morte naturale. Sempre secondo gli studi effettuati dalla Guerreiro Hitler cambiò la sua identità in Adolf Leipzig e per rendere ancora più credibile la sua copertura iniziò una relazione con una donna di colore di nome Cutinga.

E’ proprio da una foto con questa donna (foto al momento resa disponibile in una qualità decisamente bassa tanto da rendere praticamente irriconoscibile i tratti di quello che dovrebbe essere l’ex Führer) che la studentessa ha iniziato le sue ricerche, incuriosita dalla forte somiglianza che sembra aver trovato nell’uomo ritratto con il fondatore del Partito Nazionalsocialista.

La Guerreiro ha inoltre richiesto, a verifica e conferma della sua tesi, un test del DNA sulla salma di Adolf Lepzig (chiamato “il vecchio nazista” nel paese dove sarebbe vissuto) per poterlo confrontare con quello di uno dei discendenti di Hitler ancora in vita e residente in Israele.

Ad ulteriore conferma della possibilità che la vita del Führer non si fosse effettivamente conclusa con il suicidio a Berlino, c’è anche un recente studio effettuato su quello che avrebbe dovuto essere il suo cranio ritrovato in prossimità del famoso bunker e che sembrerebbe, invece, essere appartenuto ad una donna.

Insomma un’ipotesi davvero incredibile e della quale, forse, non sapremo mai l’effettiva veridicità, considerando tutti i risvolti di carattere non solo storico, ma anche “sociale” e “morale” che una sua eventuale conferma potrebbero significare. Molto più probabilmente rimarrà, come tante altre volte già accaduto, solo ed esclusivamente nelle fila delle leggende che contornano una delle figure più discusse ed odiate della Storia.