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Il ladro gli riporta l’auto con tanto di biglietto di scuse

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Più di una volta ci è capitato di “tessere le lodi” dell’utilità sociale che spesso i social network stanno dimostrando di avere in diverse situazioni.

La vicenda che vi stiamo per raccontare ne è l’ennesimo esempio e potrebbe esserci utile qualora (speriamo di no) anche a noi dovesse capitare una cosa simile a quella accaduta a questo signore.

 bigliettino

“Scusa Silvio ti restituisco la tua auto”

E’ così che inizia il biglietto di scuse lasciato sul cruscotto dell’auto del signor Silvio dal ladro che, pochi giorni prima, lo aveva privato del prezioso mezzo.

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In un italiano un po’ stentato e con qualche errorino grammaticale di troppo, il ladro infatti scrive: “Ti chiedo scusa Silvio ti o restituisco la tua auto lo presa per fare un giro non farti problemi togli giù tutto. Grazie”.

Ma vediamo in breve che cosa è successo.

Qualche giorno fa il signor Silvio Gaspani, residente a Capriate San Gervasio in provincia di Bergamo, trova una spiacevole sorpresa: qualcuno gli aveva rubato l’auto. Fortunatamente una telecamera di sorveglianza nei paraggi era riuscita a riprendere il furto. In questo modo il signor Silvio, armato di fotogramma in cui il rapinatore era immortalato nell’atto di appropriarsi del veicolo, pubblica un annuncio sul suo profilo Facebook nel quale chiede aiuto ai suoi contatti invitandoli a condividere la foto di quest’ultimo al fine di trovare lui e la sua automobile.

Nel giro di pochissimo tempo le condivisioni del suo appello arrivano quasi a 20mila! E’ allora che il malfattore, venuto evidentemente a conoscenza del post sul social network e preoccupato del fatto che qualcuno potesse individuarlo e segnalarlo alle autorità, ha infine deciso di riportare l’auto lì dove era stata rubata, con tanto di bigliettino di scuse.

Biglietto nel quale, con un modo di dire peculiarmente bergamasco, invita il signor Silvio a “togliere giù tutto”, cioè ad eliminare quella sua “denuncia” via web che avrebbe potuto davvero metterlo in guai molto seri.

Non ci è dato sapere se l’appello del pentito Arsenio Lupin sia stato effettivamente ascoltato dal buon signor Silvio, ma di certo speriamo che, nel frattempo, questo sia servito di lezione al furfante e, chissà, a qualche altro suo “collega”.