Home Attualità - Tutte le news in tempo reale Abbracceresti l’assassino di tua figlia? Ady Guzman-De Jesus lo ha fatto

Abbracceresti l’assassino di tua figlia? Ady Guzman-De Jesus lo ha fatto

CONDIVIDI

Dicono che forse il vero perdono appartenga solo a Dio. Noi esseri umani siamo forse troppo limitati per assurgere a determinati livelli di misericordia, e così approdiamo inevitabilmente al proverbiale limite assoluto.

Ci sono offese, violenze, ferite che sembrano impossibili da perdonare ma CheDonna.it vuole oggi dimostrarvi che anche rispetto alla limitatezza umana possono esserci delle eccezioni.

Schermata 2015-04-21 alle 09.50.53

L’eccezione si chiama Ady Guzman-De Jesus, una donna che a tre anni dalla morte della figlia è andata in tribunale ad abbracciare l’assassino.

L’abbraccio di Ady Guzman-De Jesus con l’assassino della figlia

Tutto era iniziato nel 2012, su un pullman scolastico dove, ad alcuni posti di distanza, sedevano Jordyn Howe e Lourdes. I due ragazzi avevano appena 13 anni e si accingevano ad affrontare una nuova giornata di scuola. Peccato però che Jordyn aveva trovato in casa la pistola del padre e, allo scopo di farne sfoggio con gli amici, aveva deciso di portarla a scuola.

Nessun desiderio di fare una strage dunque e nemmeno istinti criminali da cronaca nera: solo la tragica fatalità di un colpo sparato per gioco e andato a infrangersi sulla gola di Lourdes per la quale non c’è stato nulla da fare.

Inutile descrivere la rabbia o il dolore dei genitori, quel di cui invece vogliamo parlare è il grande gesto di cui la madre è stata capace a tre anni dall’accaduto. Giunta in tribunale si è trovata davanti l’assassino della figlia,un ragazzo di appena sedici anni che chiedeva perdono. Per molti la frase sarebbe risultata formale, inutile, senza possibilità di successo, ma non per Ady Guzman-De Jesus. La donna non solo ha accettato il patteggiamento, cosa che salverà Jordyn dal carcere minorile, ma ha anche abbracciato il ragazzo, per un perdono ce va ben oltre la semplice clemenza.

Viene da chiedersi in quante sarebbero state capaci di un simile gesto. Forse poche o, chissà, nessuna, ma questa donna, capace di tale misericordia, ci restituisce la speranza che, in fondo, l’essere umano sia capace di ben più  di quanto pensiamo. Sperare è forse il primo passo per poter perdonare.