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Il frigorifero del futuro si chiama Bio Robot…ed è geniale!

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Sembra uscito direttamente da un film di fantascienza ma, come tanti altri oggetti oggi di uso comune e che fino a pochi anni fa sembravano impensabili, anche questo nuovissimo “frigorifero” potrebbe, a breve, invadere le nostre case, con dei benefici in termini di consumi e di qualità dell’ambiente davvero senza pari.

Si chiama Bio Robot Refrigerator e quel che leggerete su di lui vi lascerà davvero a bocca aperta.

 Bio Robot

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Addio sportelli e cassetti!

Immaginate di poter riporre i vostri cibi da frigo inserendoli all’interno di una speciale gelatina che manterrà la loro temperatura a quella ottimale per la conservazione, senza più il bisogno di dover aprire sportelli ed ingombranti cassetti e tutto ciò consumando zero energia elettrica. Sembra un sogno eppure già da qualche anno è realtà!

Il Bio Robot Refrigerator, questo il nome dell’incredibile elettrodomestico, è stato infatti presentato dal suo creatore,  il designer russo Yuriy Dmitriev, all’Electrolux Design Lab del 2010, una sorta di “concorso” in cui sono l’obiettivo era cercare di immaginare e di creare la casa del futuro.

Si tratta di un frigo sottile che può essere posto in qualsiasi posizione, sia verticale che orizzontale, e che funziona con un particolare gel a polimeri il quale assorbe il calore esterno mantenendo gli alimenti alla loro temperatura ideale attraverso una sorta di luminescenza. E’ sufficiente quindi inserire con la mano i cibi da conservare in questa gelatina non appiccicosa, all’interno della quale vengono così a crearsi delle sacche che preservano frutta, verdura, carne, pesce, formaggi e bevande, ognuno alla sua giusta temperatura ed eliminando gli odori che potrebbero, come spesso accade nei normali frigoriferi, “intaccare” gli altri alimenti.

Tutto questo, come abbiamo già detto, con un consumo di energia elettrica praticamente quasi azzerato in quanto il lavoro, nel Bio Robot, è svolto unicamente dalla particolare composizione del gel e dalla sua capacità di utilizzare le radiazioni UV.

Insomma un qualcosa di davvero innovativo e che, speriamo, possa presto essere realtà nelle case, in modo che possano diventare sempre più dei “microcosmi” autosufficienti a bassissimo impatto ambientale.