Home Attualità

Omicidio Meredith: Rudy Guede vuole revisione del processo

CONDIVIDI

Dopo la sentenza della Cassazione di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i legali di Rudy Guede, il giovane ivoriano in carcere per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher non sarebbero pronti a presentare una richiesta di revisione del processo, così come invece ipotizzata da Rudy Guede.

rudy guede

Gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile hanno tenuto a sottolineare che al momento non si tratta di un’ipotesi che stanno valutando, sottolineando “siamo concentrati sull’ottimo percorso carcerario di Guede». Questi nei prossimi mesi potrebbe chiedere i primi permessi per lasciare il carcere”.

“Non so cosa abbia detto Rudy ma sabato scorso, insieme al collega Nicodemo Gentile, siamo stati a fargli visita e a noi ha detto altre cose, e vale quello che ha detto a noi. La cosa che sta più a cuore a Rudy adesso è quella di completare il percorso carcerario, laurearsi e proseguire nel suo essere un detenuto modello”, hanno ribadito i legali che hanno poi reso noto di aver inviato una “lettera urgente” al presidente del Senato, Pietro Grasso “per richiamare il comportamento  del senatore Andrea Augello, per un uso non corretto della prerogativa parlamentare di visitare gli istituti di pena per conoscere le condizioni carcerarie dei detenuti”.

“Guarda caso il senatore Augello, visitando il carcere di Viterbo, si è affrettato a far conoscere alla stampa  i pensieri di un solo detenuto, Rudy Guede, oggetto in questi giorni di grande attenzione mediatica, per cercare un po’ di pubblicità personale”, scrivono i due avvocati, spiegano che si tratta di “un comportamento intollerabile da chi le istituzioni le deve servire con il rigore e la disciplina che la legge prevede, soprattutto in questi casi”.
Nella lettera la difesa di Guede ha poi aggiunto che il giovane ivoriano “non ha mai avuto nessuna intenzione di rendere pubbliche eventuali sue, presunte dichiarazioni”.

La dichiarazione dei legali giunge dopo un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, da Guede nella quale il ragazzo ha tenuto a commentare la sentenza della Cassazione: “Io sono il condannato impossibile. Complice di un omicidio senza colpevoli”, ha sostenuto Guede, condannato nel 2009, dalla  Corte d’assise d’appello, a 16 anni di carcere per aver violentato e ucciso la studentessa inglese nella notte di Halloween nel 2007 a Perugia.

“Ho già scontato sei anni e altri sei me ne restano”, prosegue Guede, sperando in una riduzione di pena per buon comportamento e raccontando la sua vita in carcere a Viterbo ha spiegato che si sta per laureare in Scienze Sociali: “Studio cooperazione internazionale. Mi manca solo un esame, ne ho sostenuti 18 qua dentro, mi piace studiare”. Il giovane che non cita i nomi di Knox e Sollecito afferma che “voglio arrivare alla revisione del processo. Adesso, insieme ai miei avvocati, aspettiamo le motivazioni della sentenza della Cassazione: sono convinto che troveremo elementi utili per ribaltare il verdetto”.

Già nel 2011, dopo l’assoluzione di Knox e Sollecito in appello, Guede s’infuriò chiedendosi perché era l’unico a pagare: “Ditemi perché loro sono a casa, lei è diventata una star e in carcere ci sto solo io”, affermava l’ivoriano che adesso sembra essere più convinto e sicuro di ottenere giustizia.
“In questa storia sono l’unico condannato, i giudici si convinceranno: non posso essere certo io il complice di me stesso”, ha sottolineato il ragazzo a distanza di tempo, sostenendo che “da voi il rito abbreviato è visto come un’ammissione di colpevolezza, io invece pensavo di dimostrare subito la mia innocenza”.

Guede ha poi ammesso che “non sarà facile, ma la riabilitazione mi consentirà di trovare un lavoro, magari in Italia. Voglio dimostrare a tutti che non sono un mostro e farmi dimenticare”.