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LIBRI: ‘L’Amalassunta’

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Oggi, la redazione di CheDonna, per la categoria Libri, vi consiglia una novità: L’Amalassunta.

Un romanzo suggestivo sulle tracce di un artista importante del Novecento italiano: Osvaldo Licini.

Un viaggio alla ricerca di sé e del tempo perduto: la Bologna di Morandi, la Grande Guerra, la Parigi di Modigliani, l’Italia del dopoguerra e del boom economico.

Qui trovate il passaggio segreto tra l’esperienza di un giovane d’oggi in cerca di se stesso e la pittura di Osvaldo Licini. 

Un romanzo da non perdere, pieno di intelligenza e sensibilità.
Domenico Starnone

«Ecco lo vedo», scrive Brandimarte, e così comincia l’avventura di un dialogo impossibile ma reale tra due esistenze lontane nel tempo ma che si danno l’un l’altra senso. Entrambe ossessionate dalla verità nuda, dallo scarno e essenziale racconto di sé. Oggi come ieri.

Montevidone, un piccolo comune sulle colline marchigiane. Là il nonno del giovane narratore possedeva una barberia. E in quel paese visse e lavorò dopo la formazione bolognese e parigina il pittore Osvaldo Licini, tra «i poveri muri delle case» sino a «sconfinare nei campi». Là Licini cercò la luna, amica argentata, mentre il giovane Antonio cerca oggi un senso alla sua vita indagando quella del pittore.

Lasciare Torino e la fidanzata Nina per capire Licini – stanarne testimonianze, forzando un istinto logico e ferino a un tempo a seguirne le tracce ovunque – è per il narratore una personale recherche. Gli Olandesi volanti, i Trabocchi, gli Angeli ribelli, le Amalassunte non sono solo le opere più emblematiche di Licini, sono il distillato di un’esistenza i cui punti cardine rimangono la Bologna dell’Accademia, durante gli anni Dieci, insieme a Morandi e Vespignani; la Grande Guerra, che offese Licini a una gamba; la Parigi di un Modì prossimo alla morte; il riconoscimento tardivo alla Biennale di Venezia nel 1958; l’amore per Nanny Hellstromm, la moglie svedese che gli rimase accanto sino alla fine. “Un oggetto inusuale, L’Amalassunta, perfetto nel suo genere”, così la motivazione del Calvino, il premio più prestigioso nella scoperta di nuovi scrittori.

Un romanzo–inchiesta magico, leopardiano.

Pier Franco Brandimarte è nato a Torano Nuovo (Teramo) nel 1986, ha studiato Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, ha disegnato vignette di satira e scritto favole e spettacoli teatrali per bambini. Il suo romanzo d’esordio, L’Amalassunta, ha vinto il Premio Calvino 2014. Vive tra Torino e il paese natale.