Home Attualità

Fratelli e sorelle, buona sera! Due anni di pontificato di papa Francesco

CONDIVIDI

Erano le 18.50 del 13 marzo 2013 quando il mondo cattolico, scosso dalle prime dimissioni di un papa, Benedetto XVI,  ritrovava il suo pastore. Tutte le previsioni furono disattese, neanche stavolta il papa nero si è affacciato al balcone che ha visto l’inizio di tanti pontificati più o meno significativi. La tenda porpora si apre e un uomo dalla corporatura possente e il sorriso di angelo alza la mano in gesto  e regala un saluto intimo, confidenziale e vero alla folla che lo attendeva in piazza San Pietro,  e a tutto il mondo che seguiva il momento dalle tante emittenti presenti a Roma durante il conclave: “Fratelli e sorelle buona sera!”. I suoi occhi e la sua estrema dolcezza hanno conquistato immediatamente il mondo, è stato amore, e con semplicità lui ha scelto di chiamarsi come il Santo dell’amore per eccellenza il fraticello di Assisi, San Francesco. Chedonna.it vuole ripercorrere con voi, le tappe fondamentali della rivoluzione “Bergogliana”.

papa bergoglio

L’umiltà e la semplicità le qualità che contraddistinguono da due anni il pontificato di questo uomo comune vestito di bianco, la delicatezza nel trattare le anime, la durezza nel trattare le ingiustizie quello che ci ha dimostrato in questa grande rivoluzione che ha “imposto” ad una curia che forse da secoli ha dimenticato la forma di amore che Gesù Cristo ha insegnato ai primi pescatori che lo seguirono e a Pietro, l’apostolo prescelto su cui fondare la chiesa.

Papa Bergoglio, sangue italiano e temperamento argentino

Di rivoluzioni all’interno del Vaticano e della chiesa ne ha introdotte molte papa Francesco, moniti pesanti e diretti ai pastori di anime che puzzano poco dell’odore delle loro pecorelle. Si rivolge alla gerarchia della chiesa accusandoli di “troppa operosità” e aggiunge: ” si immergono nel lavoro trascurando inevitabilmente la parte migliore, il sedersi ai piedi di Gesù”. Questo papa ha compreso le anime dei fedeli e quanto sia grande, quasi incolmabile la distanza con la loro chiesa. La chiesa giudica, impone e sentenzia ma non ama. Di fronte ad un  Vangelo che narra di un  Gesù Cristo che si scagliò contro i dotti e i farisei mettendo davanti a loro l’anima di una prostituta, la chiesa chiude occhi e orecchie e condanna a morte troppe anime costrette a navigare nel mare della quotidianità, a fare i conti con la loro parte buia e con i tanti sensi di colpa trasmessi da secoli da una religione che vuole ignorare deliberatamente la vera essenza dell’ essere umano. Papa Francesco, ha capito tutto questo, pur provenendo da una realtà religiosa molto restrittiva come quella dei Gesuiti, ha ricevuto da essi e dallo Spirito Santo un grande dono quello del discernimento. Questa grande qualità, la molta preghiera e le meditazioni di S.Ignazio di Loiola, gli esercizi spirituali della Compagnia del Gesù lo spingono ogni giorno a portare avanti la sua opera di padre, che cerca di parlare con i propri figli, di capirli e di spianargli la strada verso l’amore assoluto, quello di Gesù Cristo.

Francesco contro la pedofilia, la violenza, la ricchezza della chiesa e vicino agli ultimi

Quando è stato eletto papa, la prima cosa che ha fatto è rifiutare gli appartamenti papali, è restato nella Casa Santa Marta, occupando la camera 201, consumando i suoi pasti nella sala con gli ospiti e celebrando la sua messa quotidiana nella cappella del “Convitto” come lo chiama lui. Dopo due anni è ancora li, nella sua stanzetta arredata in modo semplice ma cuore di tutti i suoi moti interiori e dei suoi colloqui con Dio, che gli ha donato la forza di prendere una dura posizione contro la pedofilia, sopratutto quella perpetrata da parte di membri della chiesa verso povere vittime, di istituire un sinodo straordinario per affrontare tematiche come i divorziati risposati, le coppie gay, la violenza su donne e bambini, la povertà e anche la creazione della commissione per l’economia e del segretariato per l’economia in Vaticano. Francesco ha espresso la sua opinione anche sulla contraccezione: ” i cattolici facciano figli, ma non come conigli”, ha risposto così ad una domanda sull’enciclica “humanae vitae” di Paolo VI che proibiva la contraccezione. Un vero rivoluzionario, che con il suo sangue argentino, sta portando lo scompiglio a San Pietro, ricordando che la chiesa è quella degli ultimi, e per questo ha commissionato la costruzione di strutture di ristoro per i senza tetto sotto al colonnato si San Pietro, dove i meno fortunati possano lavarsi e rifocillarsi. Sono molti a non vedere di buon occhio tutta questa rivoluzione, e non sono certo i fedeli, conquistati da questo uomo speciale, forse è per questo che ad ogni occasione pubblica, Papa Francesco chiede a noi di pregare per lui, e noi non dimenticheremo certo di farlo!