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Tenta il suicidio dal Golden Gate Bridge. Un leone marino lo salva!

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Una storia incredibile accaduta diversi anni fa ma venuta alla luce solamente di recente grazie al racconto del protagonista, il quale deve la sua vita ad un salvatore insospettabile: un leone marino!

 Kevin

 

Ha visto qualcosa di molto grande aggirarsi in acqua sotto di lui

Un uomo, saltato giù Golden Gate Bridge di San Francisco nel tentativo di togliersi la vita, ha raccontato di come è riuscito a sopravvivere, contro ogni pronostico, grazie ad un leone marino che lo ha tenuto a galla fino all’arrivo della Guardia Costiera.
Kevin Hines, in Australia per tenere alcune conferenze, ha raccontato di quando, adolescente, era alle prese con una grave forma di disordine bipolare e con la depressione che ne è scaturita, fino alla decisione, maturata nel 2000, di farla finita lanciandosi dal famoso ponte. Inaspettatamente Kevin sopravvisse al salto, solamente per vedere sotto di lui quello che pensava essere uno squalo. “Stavo andando fuori di testa in quelle acque. E pensavo: non sono morto saltando e ora morirò a causa di chissà quale orrenda creatura” – ha raccontato Kevin –  “Ho davvero pensato che fosse uno squalo e ho pensato che stava per azzannarmi una gamba ed ero in preda al panico. Ma così non è stato, e l’essere ha continuato a “volteggiare” sotto di me. Ricordo che, galleggiando sull’acqua, questa cosa ogni tanto saliva e mi urtava “.

Il giovane ha capito solamente in seguito di non essersi trovato di fronte ad uno squalo ma ad un leone marino grazie alla testimonianza di un signore che era stato sul ponte poco prima che lui si lanciasse e che aveva notato la creatura in acqua.

“Tutti quelli che si trovavano sul ponte hanno visto questa cosa continuare a girare in senso orario sotto di me e continuare a urtarmi per tenermi a galla, ed ha continuato a farlo fino a quando ho sentito la barca dietro di me”.

Fortunatamente una donna, che stava passando nel momento un cui Mr. Hines ha deciso di lanciarsi, ha prontamente chiamato la Guardia Costiera. Senza la sua telefonata gli uomini della Guardia non avrebbero mai saputo la posizione esatta di Kevin e lui avrebbe rischiato di morire per ipotermia e per le ferite alla schiena che si era procurato nella caduta.

“Io sono uno di quell’un per cento di persone che sopravvivono a quella caduta, molti dei quali, in ogni caso, non riescono a recuperare la mobilità completa” come invece è accaduto a lui.

“Mi è stato dato il dono di una seconda possibilità di vita molte volte” – ha dichiarato Hines, ora 33enne e sostenitore della salute mentale in conferenze da lui tenute in tutto il mondo come appunto quella in Australia in cui ha raccontato l’incredibile vicenda del Golden Gate – “Questa è diventata la passione ed il lavoro della mia vita” – continua – “Quello di cui sto parlando attraversa tutti i confini di razza, la prevenzione del suicidio è affare di tutti credo”.