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Disparità nelle pensioni tra uomini e donne. Fenomeno più accentuato in Germania

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In vista della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, l‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha diffuso alcuni dati sul sistema delle pensioni e le disuguaglianze tra uomo e donna.

Elderly Portion Of Population Continues To Increase

Emerge che le donne italiane non solo risultano svantaggiate rispetto agli uomini, in quanto le donne di età superiore ai 65 anni percepirebbero mediamente il 32% in meno dei pensionati maschi della stessa fascia di età.

Tuttavia, le donne pensionate del Belpaese non se la passerebbero male rispetto ad altre pensionate come ad esempio quelle della Germania che avrebbero una pensione di media più bassa del 45% di quello percepito dagli uomini. Seguono il Lussemburgo dove il divario è del -44%, l’Olanda (-41%) e il Regno Unito (-40%).
A grande sorpresa, i paesi più virtuosi, da questo punto di vista, risulterebbero l’Estonia (-5%) e Slovacchia e Danimarca, dove la differenza di trattamento sarebbe inferiore al 10%.

Secondo il rapporto dell’Ocse, le disuguaglianze scaturirebbero dal fatto che le donne sono molto spesso costrette a lavorare part-time per coniugare la professione agli impegni con la famiglia, tanto che molte donne non hanno neanche i requisiti minimi per percepire pensioni da lavoro e ricevono quindi pensioni minime di vecchiaia o altri assegni previdenziali.

Ma non solo, tra le altre cause vi sarebbero anche  lavori svolti e peggio retribuiti. In ogni modo, sottolinea l’Ocse, permane questa disparità salariale anche per quanto riguarda le donne più giovani e ciò si ripercuoterà nelle loro futuro trattamento pensionistico.

Per quanto riguarda l’Italia, inciderebbe il pubblico impiego trae i trattamenti più o meno generosi che il sistema previdenziale ha garantito con i requisiti minimi.

“Anche se le giovani donne oggi guadagnano di più in termini di contributi previdenziali, arrivare alla parità di genere nelle pensioni resta una sfida a causa del persistente gap nei salari e nella distribuzione dei compiti tra genitori”, sottolinea l’Ocse che suggerisce che sia adottato un approccio globale che includa le politiche del lavoro, quelle sociali e del welfare in modo da dare una risposta ai problemi che le donne e i genitori che lavorano si trovano ad affrontare.