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Delitto di Garlasco, appello di Stasi: “Chiunque sappia qualcosa esca allo scoperto”

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Torna a parlare, Alberto Stasi, il ragazzo condannato in appello a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, allora 26 enne, avvenuto a Garlasco il 13 agosto del 2007.

alberto stasi

Stasi, in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, ha rivolto un appello nel quale a ribadito la sua innocenza, sperando di poter incontrare un giorno i genitori della sua ex  fidanzata.

“Vorrei appellarmi a chi eventualmente sa qualcosa. Chiedo a chiunque sappia qualcosa di mettersi una mano sulla coscienza e di uscire allo scoperto”, ha detto Stasi, aggiungendo di sperare d’incontrare i genitori di Chiara “senza impormi sul loro dolore”.

“La mia vita non è facile. Affronto tutto giorno per giorno, perché sarebbe troppo opprimente per me anche solo pensare a ciò che potrei dover ingiustamente affrontare- spiega Stasi-. Ora aspetto le motivazioni della sentenza. È un momento in cui è difficile trovare la concentrazione necessaria per fare qualsiasi cosa. In pratica, sopravvivo in attesa di capire cosa potrà succedere”.

“Quando ho perso Chiara avevo appena compiuto 24 anni. Ora ne ho quasi 32 e non passa giorno in cui io non abbia questa tragedia nei miei pensieri. Vorrei vedere i genitori di Chiara, ma non lo faccio perché ho paura pensino sia una strategia legale”, ha poi aggiunto il ragazzo spiegando che “all’inizio di tutto eravamo molto vicini adesso c’è questo abisso di dolore che ci separa, che è cresciuto durante questi lunghi anni di processi. Decine di volte ho pensato di avvicinarli e mi piace pensare che lo stesso abbiano pensato loro”.

“Non ho ancora avuto la forza di piangere, di metabolizzare la perdita di Chiara -prosegue Stasi- ma spero tanto di incontrarli nuovamente, un giorno, senza impormi sul loro dolore. Probabilmente adesso è troppo presto: continuano a pensare che io sia colpevole ed è una cosa che mi fa un male enorme”.

Alberto ha poi ammesso che pensando alla sua ex fidanzata, “mi piace ricordarla nei nostri momenti felici. Vado spesso a trovarla al cimitero. Vado a trovarla, le parlo come si fa con una persona alla quale si vuole molto bene, ma che non è più qui. Faccio lo stesso con mio padre”.

“Sono ancora fiducioso nella giustizia e sono convinto che ci siano ancora persone competenti, capaci di non farsi influenzare dal tritacarne mediatico, di valutare in modo corretto le carte del processo, che provano, oggettivamente, la mia innocenza”, ha poi concluso Alberto.

Recentemente, i genitori di Chiara logorati dalle lentezze burocratiche e da una sentenza non ancora eseguita aveva ricordato che Stasi doveva risarcirli  con un milione di euro. Tanto che la stessa madre della ragazza, Rita Poggi, sarebbe pronta a chiedere coattivamente l’esecuzione della sentenza, anche con il pignoramento dei beni.