Home Attualità

Quando Facebook censura le fotografie delle mamme che allattano…

CONDIVIDI

I social network non fanno caso alle fotografie violenti che circolano sulla rete, ma le immagini di donne che allattano a seno scoperto, ovvero uno dei gesti più naturali al mondo, viene censurato.
donne_beall


E’ quanto è successo su Facebook, ma anche in altri motori di ricerca come Youtube, che ha censurato una serie di immagini realizzate dalla fotografa Jade Beall, a seguito di numerose segnalazioni di uomini e commenti negativi.
Le opere che sono state bloccate dal social appartenevano ad un progetto intitolato “A Beautiful Body Project” realizzato dalla Beall dopo la gravidanza e incentrato sul tema della trasformazione del corpo delle donne durante e dopo la gravidanza. Un progetto che intendeva portare uno sguardo su un momento importante della vita di una donna.
“Ho ricevuto molti messaggi privati (da uomini) che mi chiedevano di togliere le fotografie”, ha raccontato la fotografa.

Dopo la censura di Facebook, la Beall non si è lasciata intimorire e in tutta risposta, in modo provocatorio, ha pubblicato nuovamente le fotografie di una serie di donne nude con i loro bébé in braccio, coprendo con alcuni ritocchi dei particolari.

La fotografa ha spiegato che l’idea di ripubblicare le fotografie mira a sensibilizzare l’opinione pubblica in quanto si tratta di “un fatto culturale e non solo di Facebook”.
“Penso che sia sciocco che gli uomini possano avere i capezzoli in vista sul social network mentre alle donne è vietato in linea di principio. Mi piacerebbe pubblicare le mie madri che allattano nude senza ritoccare i capezzoli su Facebook. Ma ciò che mi piacerebbe ancor di più è che gli americani ridefinissero il loro rapporto con il seno di una donna”, ha poi aggiunto la Beall.

La Beall è stata sostenuta da molte donne che dopo la censura hanno dato il loro supporto pubblicando nel mese di gennaio numerose fotografie in cui allattavano. Molte hanno ricevuto lo stesso tipo di censura e blocco delle immagini. Tanto che una donna ha raccontato che “inizialmente pensavo fosse uno scherzo”.

 

Consulta il progetto della Beallabeautifulbodyproject