Home Attualità

Reintegrata donna di 52 anni che fu licenziata perché malata di un tumore

CONDIVIDI

E’ stata reintegrata la donna di 52 anni che lo scorso novembre era stata licenziata a causa di un tumore, dopo aver lavorato per 25 anni con la multinazionale americana Lyondell Basell che opera all’interno del polo petrolchimico di Brindisi per la produzione di polipropilene.

ITALY-GREECE-FERRY-ACCIDENT

La donna che per dieci anni aveva dovuto lottare per un tumore al seno era ritornata a lavorare nell’azienda dopo una periodo di malattia e nell’arco di tre anni, aveva subito pressioni da parte dell’azienda. L’amministrazione aveva poi deciso di licenziarla, sottolineando che si trattava di un processo di riorganizzazione e di esuberi. E’ risultato che la donna fosse l’unica persona licenziata su 130 lavoratori. Una strana casualità. Tanto che la stessa Cgil commentò “siamo esterrefatti”. Dopo l’accaduto, la donna ha deciso di fare causa all’azienda ed è stata avviata una campagna di raccolta firme per il suo reintegro. Ma non solo. Sul caso sono intervenuti istituzioni, sindacati e molte organizzazioni e furono avviati dei tavoli di confronto per il reintegro della lavoratrice.

Ieri è stato finalmente raggiunto un accordo che prevede il reintegro della donna che il prossimo 16 febbraio tornerà nell’azienda. Secondo le indiscrezioni, l’azienda avrebbe ammesso di aver sbagliato e avrebbe anche dato un incentivo.

Soddisfazioni espresse dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: “Sono molto contento se sono riuscito a contribuire, con il mio intervento nei confronti dell’ amministratore delegato della multinazionale, a scrivere una pagina positiva in questa bruttissima storia. Sono molto contento che possa finalmente tornare a lavorare. Questa vittoria è stata un vittoria universale. Lei non ha vinto solo per se stessa. Ha vinto per la dignità del lavoro di tutte le lavoratrici. Questa è una storia che lascia traccia sul vero valore della vita e dei suoi diritti irrinunciabili” ha esultato Vedola.

“Ora però -torniamo a discutere di politica industriale. Confrontiamoci con la multinazionale su come rilanciare la chimica a Brindisi, in un respiro naturalmente di piena sostenibilità ambientale, e su come agganciarla al territorio”, ha poi aggiunto il presidente della Regione, sottolineando come “il ruolo fondamentale svolto dai sindacati che hanno saputo gestire una vicenda personale molto delicata, dal valore però indubbiamente collettivo e pubblico e da Confindustria che ha saputo mediare con la multinazionale e guidarla verso la positiva soluzione della vicenda”.