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Sbarchi migranti, strage a Lampedusa: 29 morti, 75 superstiti

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Il numero delle vittime di una imbarcazione di immigrati è salito a 29 morti accertati. L’imbarcazione con 105 profughi è stata soccorsa, domenica scorsa, nel Canale di Sicilia, ad un centinaio di miglia da Lampedusa, dalla Guardia costiera italiana.

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Sulla nave vi erano già 7 morti e durante il tragitto le vittime sono salite a causa dell’ipotermia. Trai 75 profughi superstiti vi sono tre minori non accompagnati, di cui due della Costa d’Avorio e uno del Mali. Il bilancio sarebbe destinato inesorabilmente a salire in quanto vi sarebbero 15 persone in gravi condizioni.

I profughi sono arrivati ieri sera a Lampedusa e tra i migranti, ve ne sarebbe uno in gravi condizioni, per cui è stato richiesto il trasferimento con l’elisoccorso fino a Palermo, dove il ragazzo è stato ricoverato in coma, con sintomo di assideramento. La maggior parte dei migranti provengono dalla Costa d’Avorio, altri dal Mali, Guinea, Senegal, Gambia e Niger.

Per oggi è attesa la visita del Prefetto di Agrigento Nicola Diomede e del sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini che si recheranno al centro d’accoglienza di Contrada Imbriacola.

Il medico di bordo, come riporta Repubblica.it, ha criticato il modo in cui è stata condotta l’operazione di Frontex quella dell’Unione Europea subentrata lo scorso ottobre all’operazione di soccorsi del Governo italiano Mare nostrum: “Hanno viaggiato per ore su imbarcazioni che non sono idonee al soccorso delle persone. Parlo da medico e ormai purtroppo da esperto di queste tragedie, non è questo il sistema giusto per salvare vite umane. Probabilmente con Mare Nostrum non avremmo avuto questi morti: non è possibile che si vadano a recuperare i migranti a 100-120 miglia da Lampedusa per poi portarli verso la Sicilia in condizioni meteo proibitive. Quel dispositivo consentiva alle navi della Marina di raggiungere questi disperati, prenderli a bordo, metterli al riparo e ristorarli. Ora questo è più difficile”, ha commentato il medico di bordo.
Mentre il direttore sanitario di Lampedusa Pietro Bartolo ha espresso sconforto, affermando che si tratta di una cosa terribile in quanto ” tra loro ci sono tanti giovani. Sono tutti bagnati, sono morti di freddo”.

Sul caso la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta laddove le squadre di soccorso sono impegnate nella ricerca di un secondo barcone segnalato dalle autorità spagnole.