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Abusi su bambini: rinviato a giudizio bidello di Montevarchi

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E’ stato rinviato a giudizio dal gup di Arezzo, il bidello di 54 anni accusato di abusi sessuali su dei bambini di un asilo di Montevarchi, nell’Aretino. La prima udienza del processo è stata fissata al 14 aprile.

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Il gup, Piergiorgio Ponticelli su ben 12 casi di abusi su bambini, per otto di essi ha ritenuto il “non luogo a procedere”, mentre il bidello sarà processato per i restanti quattro casi.

Il caso è emerso nel 2012, quando alcuni psicologi notarono nei disegni dei bambini iscritti all’asilo, possibili casi di abuso, facendo scattare alcune indagini che portarono al bidello. L’uomo che ha respinto ogni accusa, affermando di non averli mai sfiorati, fu inizialmente detenuto ai domiciliari e sospeso dal suo lavoro.

Tuttavia, oltre ai disegni e ad alcune frasi scritte dai bambini, che all’epoca dei fatti avevano circa 4 anni, non vi sarebbero delle prove obiettive. Tanto più che nell’asilo nido furono messi dei microfoni e delle telecamere per tentare d’inchiodare l’uomo, sostenuto dallo stesso personale dell’istituto scolastico che giurerebbe sulla sua innocenza. Durante il periodo delle indagini, non fu filmata nessuna situazione particolare.

La mamma psicologa di una delle bambine coinvolte chiese delle spiegazioni alla figlia  dopo aver notato stranezze nel suo comportamento in quanto iniziò ad usare un linguaggio scurrile, mai adoperato prima e a soffrire di crisi isteriche. La piccola creatura iniziò a disegnare quanto le stava accadendo tra cui sembra che abbia tratteggiato situazioni di molestie sessuali. Stesse situazioni emerse anche nei disegni di altri bambini.

L’avvocato Raffaello Falagiani, difensore del bidello, sostiene che si tratta di “un gigantesco equivoco“, facendo trapelare l’ipotesi di una imitazione nei disegni: “Non ci sono prove obiettive contro il mio cliente, le telecamere e i microfoni che erano stati piazzati nella scuola non hanno portato alcun elemento utile e anche l’esame del computer personale non ha consentito di evidenziare niente di strano. Si può ipotizzare che i bimbi si siano suggestionati fra loro“, ha dichiarato l’avvocato.

Ma nell’udienza di aprile, vi saranno ben 22 parti offerse che vogliono costituirsi in un eventuale processo. Le parti civili hanno chiesto trecentomila euro a testa di cui 200 mila euro per ciascun bambino e 100 mila per ogni genitore, in quanto parte offesa.