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Quirinale, Mattarella: il messaggio alla Nazione

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Il neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella ha prestato giuramento questa mattina a Palazzo Montecitorio davanti ai Parlamentari riuniti in Aula della Camera. Al termine del giuramento sono state sparate 21 salve di cannone ed è stata suonata la campana di Montecitorio.

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Al termine del messaggio, il neo presidente si è recato all’Altare della Patria dove ha reso omaggio al Milite ignoto e si è poi recato al Quirinale dove ha ricevuto gli onori militari e avrà un colloquio con il presidente uscente Giorgio Napolitano che in un cerimonia consegnerà a Mattarella il collare di Gran Croce decorato di gran Cordone, la massima onorificenza della Repubblica. Successivamente, nel salone dei Corazzieri, Mattarella terrà un discorso ai vertici delle istituzioni e i leader politici.

Discorso alla Nazione di Mattarella

Il nuovo Capo dello Stato dopo il giuramento ha rivolto il suo messaggio alla Nazione nel quale ha sottlineato che “Avverto pienamente la responsabilità del compito affidatomi, di rappresentare innanzitutto l’unità nazionale e quella costituita dall’insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri cittadini. Rappresenterò gli italiani da Nord a Sud”.

Mattarella ha poi affrontato il tema della crisi economica: “La lunga crisi ha inferto ferite e prodotto emarginazione e solitudine, tante difficoltà hanno colpito occupazione e creato esclusione, ha detto, “L’unità rischia di essere difficile, fragile e lontana, l’impegno di tutti è a superare le difficoltà degli italiani. Quelli economici sono punti di un’agenda esigente, su cui viene misurata la distanza tra istituzioni e popolo. Dobbiamo scongiurare il rischio che la crisi intacchi il patto sociale sancito dalla Costituzione“.

Arbitro garante e i giovani

In tal senso per il neopresidente è necessario continuare il percorso delle riforme, ha poi aggiunto Mattarella, ribadendo “il compito del Capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. È un’immagine efficace. All’arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L’arbitro deve essere e sarà imparziale“.
“Io sarò arbitro e garante, ma i giocatori mi aiutino. La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione, nel viverla giorno per giorno”, ha proseguito il Capo dello Stato, sottolineando che “garantire la Carta significa riconoscere e rendere effettivo il diritto del lavoro. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace”. Rivolgendosi poi ai giovani ha sostenuto che “rappresentano con la loro capacità critica e indignazione la voglia di cambiare. A loro chiedo di dare un contributo ad essere unità nazionale non dimenticando mai l’essenza dell’essere parlamentari. Il Parlamento non sia l’inasprimento della società ma si sia rappresentanti tutti insieme dell’intero popolo italiano e tutti insieme al servizio del Paese”.

Corruzione e terrorismo

Mattarella nel suo discorso ha affrontato anche i temi della corruzione e della crisi internazionale provocata dal terrorismo. Il neopresidente ha ribadito che la corruzione “divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini, impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato, favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci”.
In questa linea, il neo presidente ha ricordato i valori dell’antifascismo e della lotta alla mafia, ricevendo un applauso dell’aula della Camera.
Sul piano internazionale, il Capo dello Stato ha rivolto un pensiero ai Marò, i due fucilieri italiani detenuti in India e agli italiani rapiti come padre Dall’Oglio, Giovanni Lo Porto e Ignazio Scaravilli. Infine, Mattarella ha parlato della minaccia del terrorismo internazionale, delle barbarie decapitazioni, la guerra e l’instabilità in Medio Oriente e in Africa, concludendo che “il terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti”.