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MUSICA: Franco Zennaro tra arte e virtuosismo

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Oggi, la redazione di CheDonna, per la categoria Musica, vi informa che dopo il successo degli appuntamenti di novembre e dicembre al Teatro Keyros con il Ciclo Studi, Franco Zennaro torna a raccontare la grande storia del pianoforte con una nuova serie di appuntamenti fra musica e parole.

Il ciclo, che porterà il nome emblematico di Lo Studio dell’artista, avrà come scenario la sala concerti della  Libera Accademia di Roma LAR sita in via Palermo 28 (Metro A Repubblica, Metro B Cavour). Le date in programma saranno il 6, il 13 e il 27 febbraio e il 6 e il 13 marzo 2015 (ingresso € 10,00). Momenti di incontro per ripercorrere le atmosfere culturali da cui sono nati i grandi capolavori del pianismo occidentale, fra Ottocento e Novecento. “L’idea è quella di restituire al nostro pubblico quell’esperienza sinestetica che spesso offre la musica quando si nutre di immagini e atmosfere e restituisce paesaggi all’immaginazione. Ricreando la magica esperienza dell’ascoltare con gli occhi, guardando con le orecchie. Magari degustando un buon libro.” Ha precisato Franco Zennaro.

La Libera Accademia di Roma è un’associazione di promozione sociale che fonda le sue attività sulla consapevolezza del fatto che le conoscenze oggi utilizzate sono il risultato di una complessa sedimentazione che ha contemplato l’azione di diverse generazioni, con contributi individuali e colletivi. Si tratta di un patrimonio comune e di un bene pubblico, libero e accessibile a tutte le età e a tutte le condizioni sociali e, come tale, definisce e determina una lettura critica del presente per una società capace di futuro.
Senza consapevolezza e promozione della conoscenza non è ipotizzabile uno sviluppo sostenibile più attento all’uguaglianza, al rispetto tra esseri umani e tra esseri umani e natura, all’integrazione e alla reciproca comprensione culturale.

In occasione del primo appuntamento Zennaro tornerà a compiere un excursus attraverso lungo le pagine dell’immancabile Franz Liszt (1811- 1886), vero e proprio capostipite del pianismo ottocentesco. Ma anche gli studi del tedesco Ferdinand Reis (1783- 1838), del nostrano Ferruccio Busoni (1866- 1924), dell’austriaco Sigmund Thalberg (1812- 1856) e del grande Robert Schumann (1810- 1856).

Programma
“Si, o Italia, l’uomo ispirato, filosofo, artista o poeta, sarà sempre tormentato da un male segreto, da un’aspirazione ardente verso di te. Sempre la nostalgia dell’Italia sarà la nostalgia delle anime nobili.” F.Liszt.

Ferdinand Reis (1783 1838)
Studio n. 2 dagli “Esercizi” Op. 31 n. 2 in Mi bemolle Magg., Andante con moto
Ferruccio Busoni (1866 1924)
Studio in Sol Magg. Op. 16 n. 3, Moderato
Sigmund Thalberg (1812 1871)
Studio Op. in Fa diesis min. 26 n. 1, Allegro
Robert Schumann (1810 1856)
dagli “Studi in forma di libere  variazioni su un tema di Beethoven”  (Allegretto della VII Sinfonia Op. 93) sei Studi scelti, Un poco maestoso.

Franz Liszt  (1811 1886)
Studio trascendentale n. 6 in Sol Magg. “Vision”, Lento
Studio trascendentale da Paganini in La Min,  “Tema e variazioni”, Quasi presto.
Studio trascendentale n. 3 in  Fa Magg., “Paysage”, Poco adagio
Studio trascendentale da Paganini in Mi bemolle Magg. “Le ottave” *, Andante capriccioso Studio da concerto n.3 in Re bemolle Magg. “Un sospiro”,  Allegro affettuoso
Studio trascendentale da Paganini in Sol diesi Mag. “La campanella”, Allegretto.
* definiti così in alcune edizioni

FRANCO ZENNARO
Nato a Roma nel 1961,  ha scoperto il pianoforte a diciotto anni dopo averlo odiato per poco meno. Sotto la guida dello scomparso Gino Diamanti, ha debuttato nel 1982. Poi fu travolto dai Festival: nel 1983 fondò quello di Sarteano e l’anno successivo  “Erice: musica per un atomo”. Nel 1992, dopo alcuni anni di studi matti e disperatissimi, è tornato  a suonare in pubblico: a Milano, Roma, Ferrara, Perugia, Firenze, Montepulciano, L’Aquila e Viterbo. Anni e piazze che gli hanno permesso di costruire un repertorio di particolare ricchezza e complessità. E’ stato testimonial di uno spot televisivo per il settimanale l’Espresso e docente presso l’Upter. Non ho  mai trascurato le attività a carattere sociale e per questo ha ricevuto riconoscimenti dall’Auser (Associazione Nazionale per l’autogestione dei Servizi e della Solidarietà), dall’Unicef, dai Se.Te.m..