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Loris, Tribunale del riesame: la madre con “elevata capacità criminale”

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Il Tribunale di riesame ha confermato l’arresto in carcere per Veronica Panarello accusata dell’omicidio del figlio di 8 anni, Andrea Loris Stival, avvenuto lo scorso novembre, a Santa Croce Camerina, aggravato dall’occultamento del corpo.

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La donna anziché portare il figlio a scuola, lo avrebbe strangolato con una fascetta da elettricista e gettato successivamente il corpo in un canale.

Nelle motivazioni del Tribunale viene indicato che la madre del bambino ha “una capacità elaborativa di una pronta strategia manipolatoria”, rafforzata da una “insospettabile tenuta psicologica” che supportano “il giudizio di elevatissima capacità criminale“.

Motivazioni conferma arresto della madre di Loris

La donna, “con agghiacciante indifferenza, ha agito da lucidissima assassina manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile”. Inoltre ha fatto prova di una “volontà di organizzare l’apparente rapimento del figlio Loris”. Secondo il tribunale, la donna ha tenuto una “sconcertante glacialità nell’ordire la simulazione di un rapimento a scopo sessuale”, facendo prova di una “impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone” e “lucidamente occultare le prove del crimine”.

“E’ evidente il rischio di inquinamento probatorio per la necessità di preservare le indagini dal concreto rischio di contaminazione di cui l’indagata potrebbe rendersi artefice”, sottolinea il Tribunale, per il “sussiste il rischio di recidivanza” in quanto la donna ha ostentato una “odiosissima crudeltà e assenza di pietà” nel delitto con “una totale incapacità di controllo della furia omicidiaria”.

Lo scorso sabato 31 gennaio, il padre e la zia di Veronica si sono recati in carcere per una visita. Lei, Veronica ha ribadito la sua innocenza.

Intanto dalle indagini emergono nuovi elementi: quello di un video che mostrerebbe il piccolo Loris in uno degli ultimi istanti prima dell’omicidio, la cui ricostruzione è contestata dalla difesa e la testimonianza della madre di un compagno di scuola di Loris sul presentimento di Veronica, il giorno dell’omicidio.

Il mistero dei profili sui social

Sul caso vi è anche il mistero dei profili di Veronica sui social network, per cui il giorno prima dell’omicidio del figlio avrebbe chiuso e riaperto una pagina Facebook e il fatto che su Whatsapp avrebbe avuto più di un account, che erano sconosciuti anche al marito. La donna avrebbe riferito di aver chiuso il suo profilo a causa di misteriose e insistenti richieste da parte di qualcuno. Secondo le indiscrezioni, gli inquirenti incuriositi da questo fatto avrebbero inoltrato una richiesta di rogatoria internazionale, per accedere al contenuto degli account che forse potrebbero rivelare dei dettagli importanti sul caso della morte del piccolo Loris.

Il presentimento di Veronica il giorno dell’omicidio

La madre di un compagno di scuola di Loris avrebbe invece riferito della reazione di Veronica, il giorno della scomparsa, il 29 novembre, all’orario di uscita di scuola dei bambini: “Ho come un presentimento, mi sento che Loris a scuola non c’è. Dov’è Loris? C’era oggi a scuola?”, avrebbe domandato Veronica come se già sapesse che il bambino non era andato a scuola. Poco dopo aver ricevuto quella conferma, Veronica non si sarebbe recata dalle maestre per chiedere spiegazioni ma bensì dai vigili urbani per lanciare l’allarme.