Donne più sensibili degli uomini. Ecco perché

C’è una cosa che gli uomini non capiranno mai: il pianto facile delle donne. Quest’ultime nascondendosi dietro a numerosi luoghi comuni per “tenere alta la testa”, replicando casomai “non sto piangendo, è per il nervoso”, in realtà non dovranno più celare il loro “lato debole” in quanto alcune ricerche di neuroscienza stanno confermando che vi è una differenza tra uomo e donna nell’attivazione di aree del cervello di fronte alla visione di immagini negative.

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L’ultima ricerca in tal senso è stata condotta da degli scienziati dell’Università di Basilea, in Svizzera, che è stata pubblicata sul Journal of Neuroscienze.
In base ai risultati dell’indagine è emerso che, studiando le reazioni degli uomini e delle donne che hanno partecipato all’esperimento, di fronte a delle immagini negative, il cervello viene attivato in alcune aree in modo diverso. La ricerca ha pertanto accertato che le donne sono più sensibili degli uomini e i dati, secondo l’autrice dello studio Annette Milnik, “forniscono la prova della differenza di genere a livello neurale”.

L’esperimento

All’esperimento hanno partecipato 3.398 uomini e donne fra i 18 e i 38 anni che sono stati sottoposti alla visioni di immagini sia positive che negative o neutre. I partecipanti dovevano dare un voto alle immagini  a seconda di quanto le ritenessero positive, neutrali o negative e definire in tal senso la loro reazione emotiva. In conclusione, le donne hanno dato più volti alti alle immagini positive e negative rispetto agli uomini.
Ma non solo: al  termine del test, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di ricordare alcune immagini e le donne hanno ricordato meglio degli uomini. Inoltre, la risonanza magnetica effettuata sui cervelli di 696 partecipanti, ha registrato più attività cerebrale nelle donne, soprattutto nella corteccia motoria, in associazione alla visione di immagini negative.

Donne più sensibili

Altre ricerche precedenti, avevano dimostrato che le donne ricordassero meglio degli uomini le esperienze che le avevano stimolate emotivamente, ottenendo anche migliori risutlati nei test mnemonici rispetto agli uomini.
Tuttavia in base a questa nuova ricerca, la Milnik, ha spiegato che “si potrebbe pensare che poiché le donne reagiscono meglio alle informazioni emotivamente stimolanti, hanno anche una migliore memoria rispetto agli uomini”.
Ovvero, grazie alle emozioni, le donne riescono a ricordare meglio. La ricercatrice ha però tenuto a sottolineare che lo studio ha dimostrato che le donne ricordano meglio qualsiasi tipo di immagine, sia quelle positive, che neutre o negative, tanto che questo porterebbe indurre a pensare che “i processi emotivi e mnemonici siano regolati da meccanismi diversi fra uomini e donne”.

Al momento, i ricercatori non sanno spiegare perché il cervello della donna sia più attivo di fronte ad immagini negative, ovvero se sia una qualità innata oppure frutto di un condizionamento sociale. La ricerca, concludono gli scienziati, potrebbe aiutare a capire se vi siano dei meccanismi innati di genere che possono provocare intense e mutevoli reazioni emotive. Non a caso, “le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare gravi depressioni, ansia e disturbi da stress post traumatico; tutti disturbi collegati a disfunzioni emotive”.

Perché la donna è più ansiosa

Proprio su questo ultimo elemento, come riporta il corriere.it, una ricerca condotta da due studiose americane, Carmen McLean del National Center for post-traumatic stress disorder di Boston  ed Emily Anderson, dello Yale University Child Study Center, ha tentato di spiegare il perché le donne sarebbero più esposte a diversi tipi di ansia. Lo studio pubblicato sul Clinical Psychology Review avrebbe evidenziato che una delle ragioni per cui le donne sono più esposte all’ansia e alle paure potrebbe essere collegata ad una spiegazione di tipo “evoluzionistica”. Ovvero che l’ansia potrebbe rappresentare una caratteristica psicologica utile alla riproduzione, nel compito di protezione e allevamento della prole, caratteristiche fondamentali per la conservazione della specie.

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