Whatsapp: bambina adescata da 18enne

(10 cose che non fai più da quando esiste internet (Getty Images)

Nuovo caso di adescamento minori su Whatsapp. La vicenda di cronaca riguarda una bambina di 10 anni, residente nel cuneese, con la quale si era messo in contatto un ragazzo di 18 anni, di Milano, che avrebbe poi indotto la bambina a compiere atti sessuali e a diffondere le sue immagini compromettenti.

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In realtà, il ragazzo si era finto di essere la fidanzata di uno dei contatti della ragazzina sulla messaggeria istantanea e avrebbe conquistato la fiducia della bambina con il tempo. Fortunatamente, i genitori della bambina si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno denunciato il fatto alle forze dell’ordine. Durante le indagini, i carabinieri sono riusciti ad identificare l’autore dei messaggi e durante una perquisizione a casa dello studente sono stati sequestrati computer, telefoni cellulari e supporti di memorizzazione digitale per ulteriori accertamenti e verificare se vi siano altre vittime.

Il diciottenne è stato denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Bra e della Stazione di Canale d’Alba alla Procura di Asti,  per i reati di adescamento e corruzione di minore.

Li chiamo gli “orchi 0.2“, personaggi insospettabili che sul web sfruttano i canali dei social network e messaggerie istantanee per adescare minori, far circolare video pedopornografici oppure per compiere vere e proprie persecuzioni. Una realtà sempre più diffusaoggi giorno con la diffusione dei mezzi digitali con accesso alla rete e sempre più a disposizioni di minori bambini dagli 8 anni in su. Fatti che impongono molti interrogativi per la sicurezza, tanto che è stata avviata una campagna di sensibilizzazione inizio gennaio, intitolata “una vita da social” con la quale la polizia intende informare sui rischi del web per i minori, incontrando genitori, ragazzi e insegnanti. Una vera e propria sfida del futuro per cui molte società di telecomunicazioni stanno promuovendo servizi per la protezione della navigazione su internet via smartphone, tablet e PC.

Si tratta del secondo caso, in pochi giorni. Infatti, recentemente, è stato arrestato un quarantenne che avrebbe adescato la figlia minorenne dei vicini di casa, sempre attraverso whatsapp.