Figlie “grasse”: il padre le obbliga a dieta severa e sport. Rischia 10 mesi di carcere

Spesso e volentieri i genitori sognano che i loro figli facciano tutto quello che loro non hanno potuto fare nella vita oppure proiettano nei loro figli modelli fisici e di vita non affini al carattere del ragazzo.

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Tanto che in alcuni casi, per ottenere il modello ideale del figlio, i genitori mettono in pratica dei metodi non ortodossi, imponendo a volte una rigida educazione che sconfina ai limiti dei maltrattamenti.
E’ il caso di due ragazze adolescenti, considerate “grasse” dal padre, un uomo facoltoso di Torino, che avrebbe pertanto deciso per loro un’alimentazione rigida a base di prodotti macrobiotici e uno sport, lo sci a livello agonistico, per farle dimagrire.

Figlie grasse mortificate

l caso è venuto alla luce nel 2011 quando l’ex moglie, dopo una confidenza delle figlie, presentò un esposto alla Procura di Torino, segnalando che le figlie avevano più volte sostenuto che il padre continuava a mortificarle dicendo loro che “erano troppo grasse” e che dovevano dimagrire e vietando loro di andare in discoteca, tanto che le ragazze, in affidamento congiunto non volevano più andare dal padre.
L’accusa condotta dal pm Barbara Badellino contesta al padre delle figlie di avere turbato l’equilibrio psichico delle due ragazze. Una vicenda delicata che potrebbe, secondo le indiscrezioni, “fare giurisprudenza” in quanto si tratterebbe del primo caso di questo tipo e l’uomo potrebbe rischiare fino a 10 mesi di carcere 

Educazione severa

Dal canto suo l’uomo si è difeso sostenendo di essersi solo preoccupato per la salute delle figlie e di aver vietato loro di andare in discoteca dopo aver visto alcune fotografie scattate dalle figlie in quel luogo di “perdizione” pubblicate su Facebook e per questo avrebbe “cambiato registro”.Per la madre, l’ex marito avrebbe esagerato, arrivando addirittura ad insultarle. La difesa dell’uomo ha invece insistito sul fatto che il padre delle ragazze abbia fatto prevalere solo un’educazione più severa in quanto preoccupato per le figlie.
Le figlie dopo l’apertura dell’inchiesta non avrebbero più voluto incontrare il padre, anche se, secondo le indiscrezioni, si apprende che recentemente si siano riavvicinate.

Attesa per lunedì 26 gennaio, la sentenza del giudice di Torino che dovrà stabilire se nel comportamento dell’uomo vi sia il reato di maltrattamenti

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