Traffico illegale cuccioli: sequestrati 14 esemplari detenuti in gabbie da uccelli

Traffico illegale cuccioli. E’ stata denunciata per maltrattamenti una trafficante illegale di animali, presa in flagrante per la detenzione di ben quattordici cuccioli di cane tenuti in due gabbiette da uccelli, una di dimensioni 50×80 cm, l’altra 45×75 cm, senza acqua e in condizioni igieniche precarie.

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I cuccioli sono stati salvati nell’ambito di un intervento degli agenti del Corpo forestale dello Stato a Montegiorgio (Fermo) che hanno individuato le gabbie in una porcilaia di proprietà privata della signora.
I forestali della stazione di San Benedetto del Tronto che non sono riusciti a stabilire la provenienza dei cani, hanno riferito che la proprietaria li aveva già messi in vendita su internet.  I cuccioli che hanno circa 2 mesi sono stati visitati da un veterinario e successivamente affidati ad un canile di Montegranaro.  La donna rischia fino ad un anno di arresto e 10 mila euro di multa.

Oltre ai cuccioli, sul posto, gli agenti della forestale hanno trovato anche altri cinque cani adulti tenuti in condizioni precarie e per questo la donna ha ricevuto una seconda sanzione amministrativa di 870 euro.

Traffico illegale cuccioli

Il traffico illegale di cuccioli è un’attività proficua. In molti casi, i cuccioli che vengono strappati molto giovani dalle loro madri vengo rivenduti a poche centinaia di euro sul web. Un caso molto simile è esploso lo scorso anno a Montopoli di Sabina nella provincia di Rieti, dove una donna aveva messo in atto un vero e proprio allevamento illegale, con annunci in cui acquistava cani di razza, per lo più femmine. La donna provvedeva poi a rivendere i cuccioli. Nell’ambito di due blitz sono stati sequestrati almeno duecento esemplari tenuti in condizioni precarie, alcuni dei quali affetti da varie infezioni, ridotti pelli ed ossa e senza peli.

Tra gli altri tipi di traffici illegali vi è anche quello dei cuccioli provenienti dai paesi dell’est, acquistati a circa 200 euro e rivenduti in Italia dai 500 ai 1500 euro. La Lega Anti Vivisezione (Lav), che da molti anni monitora il fenomeno, ha più volte denunciato che questo “squallido commercio di animali spesso manca il più banale controllo sanitario”. Tanto che il  precoce distacco dalla madre causa ai cuccioli traumi affettivi e problemi di salute. Non a caso è stato segnalato che nella maggior parte dei casi, un cucciolo su tre muore dopo essere stato acquistato in un negozio.

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