Filippine: bambini di strada rinchiusi nelle carceri per la visita del Papa

Filippine: bambini di strada rinchiusi nelle carceri in occasione della visita del Papa.  Fa scalpore la notizia diffusa dal quotidiano britannico Daily Mail riguardo alle autorità filippine che, in occasione della visita di Papa Francesco, per mantenere le strade “pulite”, hanno provveduto a portare centinaia di bambini di strada nelle carceri.
papa_filippine
Questo tipo di detenzione provvisoria sarebbe già stata applicata anche in altre occasioni, scrive il quotidiano, come nel caso della visita del presidente americano Barack Obama.
Secondo quanto descrive il Daily mail, “i bambini sono terrorizzati e rinchiusi in centri di detenzione lerci, dove dormono sui pavimenti e dove molti di essi sono picchiati o diventano vittime di abusi da parte di detenuti adulti, e in alcuni casi vengono incatenati a delle colonne”.  Il quotidiano si riferisce più precisamente ad un centro di detenzione a Manila e non è chiaro se vi siano altri casi nel resto dell’arcipelago.

Bambini in carcere nelle Filippine

I giornalisti hanno visitato il centro di detenzione in compagnia di un sacerdote irlandese, Padre Shay, attivo da 40 anni nelle Filippine: “Purtroppo, non c’è modo che il Papa visiti questi penitenziari a Manila”, ha dichiarato, con rammarico, il sacerdote, sottolineando che “è una vergogna per la nazione. Le autorità sarebbero preoccupate se il santo padre vedesse come vengono trattati i bambini”.
Il caso segue un’altra vicenda che lo scorso anno ha sconvolto l’opinione pubblica. Infatti, una fotografia ritraeva un bambino di 11 anni, ridotto in condizione scheletriche, steso a terra, apparentemente morente, detenuto in uno dei centri della capitale, il Manila Reception and Action Centre (RAC). Il bambino al quale è stata dato il nome del Papa, è stato salvato da alcuni volontari. Tuttavia, secondo le stime vi sarebbero circa 20 mila bambini detenuti nei vari penitenziari della città.

Smentite delle autorità nelle Filippine

Il ministro dell’Interno, Manuel Roxas, ha respinto il coinvolgimento della polizia nazionale mentre Rosalinda Orobia, responsabile dei servizi sociali del dipartimento del welfare di Manila, ha ammesso che gli agenti hanno recluso per settimane i bambini che sostavano nelle aree centrali, interessate dalla visita del Santo Padre.
Il ministro per il welfare Corazon Soliman ha invece negato la detenzioni de bambini, affermando che “chi abusa dei minori finisce in carcere”.
Tuttavia, come riportano i media, nella maggior parte dei casi “pulizia delle strade” viene effettuata dalle amministrazioni locali.