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LIBRI: ‘Matilde di Canossa’

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a76c7605-00d7-4724-9c44-6298de7f6743Un nuovo approccio alla figura della potente Matilde di Canossa. Il professor Riversi decostruisce e ricostruisce le nostre certezze sulla donna che tenne in scacco Enrico IV. Dal 31 ottobre in libreria: Matilde di Canossa. Tensioni e contraddizioni di una nobildonna medievale.

“La produttività narrativa connessa con Matilde si avvicina molto al funzionamento di una “figura del ricordo”, come viene definita dal grande egittologo e storico della cultura Jan Assmann. Matilde genera storie perché nella sua memoria sono conservate tracce, intuibili e comprensibili, della tensione tra molteplicità e unità, specialmente nelle forme in cui è stata espressa nella cultura occidentale. Il presente saggio biografico racconta quindi ancora una volta la vita di questa esponente dell’aristocrazia nobiliare del pieno medioevo, cercando di tener presente e di esplicitare ciò che nelle tracce della sua esistenza fa di lei un generatore di storie, e cioè le eccezionali tensioni tra i diversi e spesso contraddittori possibili della sua vita.

Discendente e erede di una delle più potenti dinastie del Regno italico, Matilde fu sin da bambina quasi sempre vicina ai vertici del potere. Nell’arco della sua vita, che si distende dalla seconda metà degli anni Quaranta del secolo XI fino al 1115, si venne a trovare in una posizione-chiave durante una delle più gravi crisi politiche della storia occidentale. E la sua complessa identità, i molteplici ruoli che ricoprì, furono intrecciati con tale crisi che definiamo lotta per le investiture. L’immagine con cui questo conflitto è impresso nella nostra memoria storica è quella dell’incontro avvenuto a Canossa nel 1077. Canossa era il castello del medio Appennino reggiano, che oltre un secolo prima aveva costituito l’epicentro della dominazione del fondatore della dinastia, il bisnonno di Matilde, Adalberto Atto. Lì, nel cuore della dominazione canossana, la contessa ospitò papa Gregorio VII, il re Enrico IV, l’abate Ugo di Cluny e i loro seguiti. Tuttavia, l’incontro di Canossa è in realtà solo un episodio di una contesa politica molto più lunga e articolata, destinata addirittura a sfociare in una guerra o, meglio, in molte guerre.  La vita di Matilde, posta a cavallo dei due secoli, sembra quindi collocarsi in un’epoca “cerniera” in cui si possono cogliere molti prolungamenti dei secoli precedenti, ma soprattutto molti inizi della moderna società europea. […]

Con Matilde ci troviamo di fronte a un soggetto che innesca processi di mitologizzazione, cioè meccanismi narrativi che generano storie con protagonisti eccezionali e con un senso generale e spesso fondante. Non si tratta qui di constatare il fatto che alla contessa è spesso attribuita la funzione di fondatrice, antenata, eroina, madrina, testimonial, ma di considerare le ragioni per cui assolve efficacemente questa funzione.”

Eugenio Riversi, laureatosi a Bologna con il Professor Glauco Maria Cantarella, si è perfezionato con un dottorato di ricerca presso l’Università di Pisa sotto la guida del Professor Mauro Ronzani. È stato borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici “Benedetto Croce” e dell’Istituto Storico Germanico di Roma. È attualmente docente incaricato all’Istituto di Storia dell’Università di Bonn, dove da tre anni svolge attività di ricerca presso la cattedra del Professor Matthias Becher. Ha già pubblicato il volume La memoria di Canossa (Pisa 2013).