Home Attualità

5 cose da sapere per far convivere animali domestici e vicini di casa

CONDIVIDI

Lui, che scodinzola quando rientriamo dal lavoro o ci fa le fusa mentre guardiamo la tv dopo una lunga giornata: l’amore e la compagnia che un animale può donare in casa è qualche cosa di realmente comprensibile solo a chi ha avuto la fortuna di provarlo. Affetto, comprensione, conforto e tutto ciò che può toccare il nostro cuore arriva gratuitamente da quel piccolo esserino che convive senza litigate né incomprensioni con noi.

Tanta meraviglia però può accidentalmente incrociare anche qualche ostacolo esterno, quei piccoli problemi che i padroni di cani, gatti e altri animali domestici conoscono, ahimè, fin troppo bene. Vicini di casa infastiditi dall’abbaiare del cucciolo o il non sapere quali animali possiamo tenere in casa se viviamo condominio e quali no, piccolezze in apparenza, che rischiano però di rivelarsi assai fastidiose.

A sciogliere dubbi e perplessità ci ha pensato però Mario Riccardo Olivieri, autore che, per edizioni Sonda, ha pubblicato Animali in famiglia (e fuori), Guida ai diritti, ai doveri, alle regole e alle responsabilità dei e con i nostri animali. In pratica tutto ciò che un bravo padrone dovrebbe sapere per vivere in armonia con il proprio “compagno” e con chi li circonda.

Vertrauen_Hund-980x653

CheDonna.it vi riporta alcune delle regole esposte in questo libro, quelle in particolare riguardanti la buona convivenza con i vicini di casa e il rispetto in generale delle norme quando si vive in condominio con il proprio animale domestico. Cosa si può fare e cosa no, quali doveri si hanno e altre nozioni che sarà bene conoscere onde difendere i propri diritti e rispettare anche i propri doveri.

5 regole per chi vive in condominio e ha un animale in casa

Ecco dunque 5 norme che i padroni faranno bene a tenere a mente:

1- Il mio animale può salire in ascensore? Nessuna norma generale vieta tale pratica dunque vale il silenzio assenso. Potrai dunque salire in ascensore con il tuo animale domestico almeno che una norma del regolamento condominiale non lo vieti espressamente. Ricordiamo però che gli altri membri del condominio potranno proporre anche in una fecondo momento l’introduzione di tale norma, da votare poi a maggioranza in assemblea.

2- Rumori molesti. Abbaiare frequenti e simili sono la principale causa di dissapore tra chi ha un animale domestico e i propri vicini. Sarà dunque bene tentare al meglio delle proprie capacità di evitare simili “pietre della discordia” anche perché, sotto il profilo civilistico, tale disturbo potrebbe essere fonte i un risarcimento danni attribuibile al proprietario dell’animale. Ricordate inoltre che il codice penale dice: “Chiunque […] suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro”.

3- Fuochi d’artificio: la principale fonte di paura per molti animali e, dunque, un disturbo che in questi casi sono gli altri tenuti ad evitare a chi possiede un animale domestico. E’ infatti diritto del padrone del cucciolo chiedere ai propri vicini di evitare simili pratiche ricordando anche che il Codice Penale parla chiaro: “Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara armi da fuoco, accende fuochi d’artificio, o lancia razzi, o innalza aerostati con fiamme, o, in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino a 103 euro”.

4- Quali animali posso tenere in casa se vivo in condominio? La nuova legge n. 220 del 2012 sembra ammettere in simili luoghi tutte le specie animali abituate a convivere con l’uomo senza fini riproduttivi. Ciò comprende ovviamente cani e gatti ma anche uccelli, tartarughe, pesci, anfibi, rettili, roditori e persino animali da cortile e simili.

5- Bisogna denunciare alle pubbliche autorità il possesso di un animale da compagnia? Sì, all’anagrafe degli animali d’affezione, un registi nazionale a scopo identificativo tenuto dal Ministero della Salute.