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ARTE: “Ria Lussi – Imperatori di luce” in mostra a Roma

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10443546_851177178240720_2160270712487783828_nPalazzo Doria Pamphilj a Roma, sede di una delle più grandi collezioni private esposte al pubblico, apre per la prima volta le sue porte all’arte contemporanea.

Dall’11 ottobre al 9 novembre 2014 saranno esposte nell’Orangerie – il giardino del Cortile del Bramante – le dodici sculture in vetro che danno il titolo al progetto di Ria Lussi Imperatori di Luce. Una serie di ritratti, da Giulio Cesare a Costantino XI, che racconta la trasformazione dell’Impero Romano e Bizantino attraverso la sua storia millenaria, rinnovata nel tempo con l’affermarsi del Cristianesimo.

La serie Imperatori di Luce si pone come il naturale esito di un’abitudine delle grandi famiglie italiane fin dal Rinascimento, quella di chiamare gli artisti per raffigurare gli Imperatori Cesari – considerati modelli di virtù – e decorare così Giardini e Gallerie. Un racconto scultoreo decisivo per rafforzare il codice del presente sulla scia del passato illustre, attraverso il privilegio ravvicinato di una sinergia unica e appassionante.

La famiglia Doria Pamphilj conserva tuttora un gran numero di teste dei Cesari, collezionate nei secoli da avi illustri e oggi raccolte nei Palazzi di Genova e Roma. A questo inestimabile patrimonio si aggiunge oggi il confronto con il presente attraverso un ambizioso progetto dal titolo Serie Contemporanea. La prima commissione, focalizzata su un rinnovato gruppo di Imperatori, nasce dalla volontà dei coniugi Massimiliano Floridi e Gesine Doria Pamphilj che hanno affidato l’incarico all’artista italiana Ria Lussi.

La serie, esposta quest’estate nel giardino all’italiana della Villa del Principe a Genova – di proprietà della famiglia Doria Pamphilj – e a Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto, è composta da dodici busti in vetro che rappresentano Cesare, Augusto, Traiano, Marco Aurelio, Diocleziano, Costantino I, Teodosio, Romolo Augustolo, Giustiniano, Leone III, Irene e Costantino XI.

Un progetto complesso che si articola tra Storia, Filosofia e Religione, non dimenticando gli esiti iconografici dell’arte visiva. I dodici imperatori (fra cui un’imperatrice) sono stati selezionati da Massimiliano Floridi per raccontare la trasformazione dell’Impero Romano e Bizantino attraverso la “luce” del Cristianesimo. E “luce” e “trasparenza” sono le caratteristiche peculiari del vetro, materiale fragile e prezioso scelto dall’artista per evidenziare ed esaltare i molteplici messaggi di quest’installazione, ponendo l’accento su vizi e virtù dei singoli, usando una visuale contaminata e ironica, ricca di spunti interpretativi e codici del presente.

Scrive in catalogo Gianluca Marziani: “…Lussi libera l’estro automatico del suo disegno fluido, rompendo la rettitudine filologica della confezione storica, connettendo il gesto del disegno alle superfici del vetro. Se ieri il marmo rappresentava la sintesi virtuosa di un’opulenza granitica, il vetro sposta la sintesi verso la società liquida e contaminate…”

Per la realizzazione dei busti l’artista ha interagito coi maestri vetrai dello Studio Berengo, importante laboratorio a Murano, in particolare con Silvano SIgnoretto, specializzato da anni in collaborazioni con grandi artisti internazionali.

Una pubblicazione in doppia lingua racconta l’intero progetto con un’ introduzione di Gesine Doria Pamphilj e testi di Gianluca Marziani, curatore del progetto, e Adriano Berengo, fondatore e responsabile dello Studio Berengo.