Home Dieta e Alimentazione

I 5 trucchi più pericolosi per perdere peso

CONDIVIDI

Perdere peso è per una donna una sorta di obbiettivo fisso della vita. Alcune lo fanno per questioni di salute, altre di pura estetica e spesso si rischia di sfociare in una semplice ma pericolosa mania.

Non c’è bisogno di arrivare a vere e proprie patologie come l’anoressia o la bulimia ma basta pensare alle scorciatoie che molte di noi cercano per perdere quei chili di tropo senza tanta fatica o, magari, senza la lentezza che caratterizza un normale dimagrimento. Gesti a volte piccoli che interpretiamo come semplici trucchi ma che invece rischiano di avere risvolti imprevisti e preoccupanti.

CheDonna.it vi invita allora oggi a scoprire le 5 scorciatoie della dieta che rischiano di mettere in pericolo la nostra salute.

Schermata 2014-09-25 alle 16.14.44

Dall’innocua pasticca agli alimenti taboo, sono numerosi gli scivoloni in cui una donna può imbattersi nel tentativo di perder peso: ecco i più comuni e pericolosi.

5 escamotage dannosi per perder peso

Durante una dieta ricordiamo allora di mantenere la calma, prenderci i nostri tempi ed evitare quanto segue:

1- Niente carboidrati: sono loro a fornire al corpo l’energia per dimagrire senza sprofondare nella depressione, eliminandoli creiamo un deficit di serotonina che manderà in sofferenza le funzioni celebrali e ci toglierà il grande aiuto che i carboidrati danno invece al nostro corpo.

2- Lassativi e diuretici:disidratazione e squilibri elettrolitici sono solo alcune delle gravissime conseguenze a cui simili farmaci possono condurre, il gioco qui è davvero pericoloso.

3- Diete alla moda: l’unica vera dieta è la sana alimentazione le stranezze miracolose attribuite a varie celebrità sono sempre e solo fonte di problemi.

4- Fare la fame:mai stare sotto le 1200-1400 calorie giornaliere, il rischio e di mandare il metabolismo in letargo e così non solo starete per morire di fame ma non perderete un solo etto.

5- Dieta per esclusione: in pratica quella folle idea per cui depenniamo in toto una categoria alimentare dalla nostra dieta. Almeno che non lo si faccia per motivi ideologici (le diete vegane ad esempio) o di necessità superiori (intolleranze o allergie) le carenze nutrizionali saranno a dir poco garantite.