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Salute: come riconoscere un avvelenamento

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Se sospettate di aver ingerito sostanze nocive, ecco i sintomi per riconoscere un avvelenamento

Quando si pensa di avere ingerito sostanze nocive, la prima cosa da fare è andare al pronto soccorso portando, possibilmente, la sostanza ingerita e qui vi verrà fatta la lavanda gastrica. Soprattutto quando si tratta di bambini, la rapidità è essenziale. Ma per non avere crisi di panico inutili e sapere, invece, come agire, ecco per voi un elenco di cose da fare in caso di sospetto avvelenamento.

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Cose da fare in caso di sospetto avvelenamento

La valutazione

Nei bambini molto piccoli la valutazione è la cosa più difficile perché non sono in grado di riferire se hanno ingerito qualcosa. Il sospetto scatta in compresenza di alcuni di questi sintomi: vomito, sopore, diarrea, stato confusionale, convulsioni, tremore, agitazione psicomotoria, allucinazioni, aritmie, fino al collasso.

Da non fare

Bere latte, al contrario di quanto si crede, è inutile se non pericoloso(può favorire l’azione di alcuni veleni). Non bisogna indurre il vomito né assumere alcun tipo di farmaco se non prescritto dal medico.

La lavanda gastrica

Il primo intervento praticato al pronto soccorso è la lavanda gastrica: attraverso un tubicino inserito nel naso si arriva lo stomaco e se ne aspira il contenuto per rimuovere le sostanze tossiche e limitarne l’assorbimento. Quindi si immette nello stomaco una soluzione di 20 centilitri, con bicarbonato di sodio e sospensione di carbone attivo, si aspira di nuovo e si ripete l’operazione tre, quattro volte.

Nei bambini

«Il tubicino da inserire è di diametro inferiore e la quantità della soluzione, con solo bicarbonato, varia in base all’età: per un bambino di nove mesi, per esempio, sono sufficienti 25 millilitri per quattro volte» precisa Ugo Alonzo, chirurgo d’urgenza all’ospedale San Filippo Neri di Roma.