LIBRI: ‘Dalida. Da una riva all’altra’

ImmagineDi origine italiana (calabrese), ma nata e cresciuta in Egitto e in seguito naturalizzata francese, Iolanda Gigliotti, in arte Dalida ha cantato in più di dieci lingue. Non solo. Per ogni lingua che ha omaggiato con la propria voce dolce e potente ha scelto i testi più evocativi e emozionanti. Lelait-Helo parlando dell’importantissimo concerto al Carnagie Hall di New York racconta: “Canta Salma ya salama e una parte della sala, di lingua araba, canta insieme a lei; intona La danse de Zorba e una fila di greci accenna qualche passo di sirtaki; quando interpreta Henee Matov tutta la comunità ebraica fa sentire la sua voce. Con Je suis malade fa venire i brividi anche a coloro che non spiccicano una parola di francese. Sulla musica di J’attendrai e del Lambeth Walk fa ballare tutti.”

«Il trionfo di Dalida è il sogno dell’ONU» scriverà Jacqueline Cartier su France Soir. A rappresentare la cultura italiana, più volte frequentata da Dalida in film (anche con De Sica)e canzoni, ci sarà quella canzone forte come un pugno che è Ciao amore ciao. Frutto della passione della bella cantante per il suo tormentato autore, l’interpretazione che la vide a Sanremo nel 1967 non la abbandonerà mai più, come il triste ricordo di quella sera. Non ultimo di una serie di amori turbolenti, quello per Tenco fu rapido e intenso, fu proprio Dalida a trovare il cantante nella sua stanza dell’albergo Savoy riverso nel suo sangue. Lelait-Helo non si risparmia nel raccontare il pathos di quella sera.

Non fu l’ultimo di fatti da pagina di cronaca che investì la povera Iolanda: il suo “nuovo amore” il sedicente conte di Saint Germain sparò al fidanzato della sua domestica portoghese non capendo le spiegazioni del giovane che si era introdotto nelle stanze della fidanzata a casa di Dalida. Eppure le sue numerose e illustri collaborazioni la vedono amica di personaggi come Leo Ferré e Alain Delon, Mittrand stesso amava invitare la cantante al bistrot. Determinata nel proprio lavoro e pronta a sacrificarsi per raggiungere i propri obiettivi di artista, Dalida ha affrontato il mondo della canzone a testa alta senza mai perdere un colpo, anzi mietendo fan affezionati che a dir poco la veneravano. Il suicidio di Dalida è la triste conclusione della vita, comunque piena e affascinante della grande artista: un’esistenza poco conosciuta che amiamo ricordare con questa pubblicazione.

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