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CARO AVVOCATO: cedolare secca: applicazioni

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L’avvocato Sara Testa Marcelli risponde:

 La cedolare secca è un’imposta prevista dall’art. 3 del D.Lgs n. 23/2011.

 E’ un’imposta con aliquote fisse, che sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo e anche l’imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione e l’imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto.

Il locatore, in fase di consclusione o di rinnovo di un contratto di locazione può scegliere se avvalersi della cedolare secca oppure se stipulare un contratto di locazione al quale verranno applicate le normali imposte e tasse.

La scelta può essere esercitata in relazione alle unità immobiliare a uso abitativo e alle relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione. Sono interessate, quindi, soltanto le unità abitative accatastate nelle categorie da A1 a A11 esclusa l’A10 (uffici o studi privati) e le relative pertinenze (solo se locate congiuntamente all’abitazione).

La nuova tassazione sostitutiva non si applica agli immobili strumentali o relativi all’attività di impresa o di arti e professioni.

Se il contratto di locazione è relativo a unità immobiliari abitative per le quali viene esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca e altri immobili per i quali non è esercitata l’opzione, l’imposta di registro è calcolata: sui soli canoni riferiti agli immobili per i quali non è stata esercitata l’opzion o sulla parte di canone imputabile a ciascun immobile in proporzione alla rendita, se il canone è stato pattuito unitariamente.