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SIRIA: inizia il G20 tra le tensioni USA-Russia

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Inizia oggi a San Pietroburgo il summit G20, all’insegna della crisi siriana e con un clima tesissimo senza precedenti tra Usa e Russia, tanto che Putin e Obama non si incontreranno in un faccia a faccia privato.

L’argomento principale doveva essere quello economico ma l’imminente attacco statunitense a Damasco ha fatto sì che il vertice diventasse una specie di Consiglio di Sicurezza, con tutti i leader mondiali presenti.

A metà giornata Enrico Letta, unico europeo prescelto, incontrerà Putin, per un colloquio privato insieme al leader cinese Xi Jinping e al premier giapponese Shinzo Abe. Putin prenderà parte anche alle riunioni in ambito Brics previste tra oggi e domani.

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Barack Obama si interfaccerà invece con il presidente Francois Hollande, convinto sostenitore dell’intervento militare in Siria che, a sua volta,  avrà un colloquio con il premier turco Recep Tayyip Erdogan.

È Pechino, contraria all’ intervento militare contro Damasco, a dare il via al G20 di San Pietroburgo alle dichiarazioni sulla crisi siriana: ‘un’azione militare avrebbe un impatto negativo sull’economia globale, in particolare sul prezzo del petrolio, causandone un aumento’, ha affermato infatti il viceministro delle finanze cinese Zhu Guangyao in un briefing a margine del summit.

Anche Lakhdar Brahimi, inviato Onu per la Siria, si è recato in Russia per aiutare il Segretario generale Ban Ki-moon ad organizzare una conferenza di pace che consenta di porre fine al conflitto.

‘Il Segretario Generale ha appena annunciato che il Rappresentante speciale per la Siria, Lakhdar Brahimi, è diretto in Russia per aiutarlo a mettere in piedi, a margine del vertice G20 di San Pietroburgo, una Conferenza Internazionale sulla Siria, ha dichiarato il portavoce dell’Onu in un comunicato alla stampa.

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