Home Attualità

FREEDOM FOR BIRTH: i diritti delle donne in sala parto

CONDIVIDI

Riconoscere i diritti delle donne in sala parto – L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito 15 “regole” o raccomandazioni secondo cui ogni donna deve essere parte attiva nel percorso di nascita del proprio figlio, ma sembra non bastare per promuovere i diritti umani delle donne durante il parto. Così, l’organizzazione Freedom For Birth, ha realizzato il primo incontro intitolato “La medicalizzazione del percorso nascita e il corpo della donna in sala parto“.

Questo movimento è nato nel 2012 e, come si legge anche sul manifesto del gruppo, non vuole proporre un modello di parto, ma lasciare libertà di azione e decisionale alla donna. Dopo aver raccolto troppe testimonianze di abusi la necessità è quella di riconoscere giuridicamente la violenza ostetrica come un abuso.

Il nostro gruppo attivista, Freedom For Birth – Rome Action Group, – si legge sulla pagina Fb dell’organizzazione –  è nato a fine settembre 2012 per iniziativa di un gruppo di donne (madri, ostetriche, avvocate, psicologhe, artiste, scrittrici, giornaliste ed esperte della comunicazione audiovisiva), dopo aver visto, il 20 settembre 2012, il documentario Freedom for Birth realizzato dai registi Toni Harman e Alex Wakeford.
Il nostro movimento si propone di promuovere la cultura della libera scelta delle donne al momento del parto, del diritto delle donne di disporre del proprio corpo e di autodeterminarsi sul modo e sui luoghi del parto. Non desideriamo proporre un modello specifico di parto (parto vaginale piuttosto che cesareo; parto naturale piuttosto che parto con anestesia epidurale, etc..), bensì affermare il diritto della donna di SCEGLIERE come e dove partorire“.

Per tutte le storie di CHEDONNA E IL SOCIALE CLICCA QUI