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CARO AVVOCATO: Amimali nelle separazioni

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L’avvocato Sara Testa Marcelli risponde:

Secondo la recente giurisprudenza di merito gli animali non possono essere considerati come “cose”, bensì come “esseri senzienti“.

Nel’ambito di una separazione, all’interno di una clausola delle condizioni tra i coniugi, i genitori stabilivano che i gatti della famiglia restassero a vivere nell’ambiente domestico della madre – dove era collocata la minore – la quale sarebbe dovuta fare carico delle spese ordinarie, mentre quelle straordinarie avrebbero dovuto essere sostenute, in pari misura, dai coniugi.

I giudici di merito del Tribunale di Milano affermano il seguente principio di diritto: “L’animale non può essere più collocato nell’area semantica concettuale delle “cose” dovendo essere riconosciuto come “essere senziente”. Non essendo l’animale una «cosa», bensì un essere senziente, è legittima facoltà dei coniugi – in sede di separazione – quella di regolarne la permanenza presso l’una o l’altra abitazione e le modalità che ciascuno dei proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso”.

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