GRACE AMEY-OBENG: la battaglia contro lo sbiancamento della pelle in Africa

Una lotta contro il falso mito “bianco è bello” che danneggia la vita e la salute di moltissime donne africane – Forse alcuni di voi non ci vorranno nemmeno credere, eppure, in Africa, sono moltissime le donne che pur di sbiancarsi la pelle e avere una cute più chiara utilizzano qualsiasi tipo di prodotto e cosmetico. Un vero e proprio business che danneggia la salute di innumerevoli donne: i prodotti, molto spesso sono di pessima qualità o contengono dei composti chimici dannosi come l’idrochinone, steroidi e persino mercurio. La pelle si danneggia irrimediabilmente, con cicatrici, allergie e bruciature, senza contare il rischio di tumori. Molte persone hanno definito questa pratica come un qualsiasi “intervento chirurgico” di estetica, ma fra tutte le voci, una sopra le altre è uscita dal coro.

Si tratta di Grace Amey-Obeng, una delle donne d’affari più ricche dell’Africa Occidentale, della “Forever Clair” un’azienda che produce cosmetici appositamente studiati per la pelle scura e per il clima africano. La donna, in un’intervista alla BBC ha dichiarato: “Tante donne hanno avuto la pelle distrutta da quei cosmetici per sbiancare la pelle. Con questo tipo di clima, i danni provocati dallo sbiancamento sono spesso irreparabili”. Ecco quindi la decisione di aprire una ditta propria tenendo ben presente i prezzi che dovevano essere abbordabili per le donne del Ghana.

Grazie a questa donna comunque il problema dello sbiancamento della pelle è arrivato anche alle orecchie dei “potenti” che hanno dedicato uno studio apposito tramite  l’Organizzazione mondiale della sanità che ha scoperto come lo sbiancamento della pelle sia un fenomeno dilagante soprattutto in Nigeria, dove il 77% delle donne lo ha provato, ma anche in Togo (59%) e Senegal (27%).

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