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NADIA RINALDI scrive a Francesco: “Torna e paga i debiti”

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NADIA RINALDI – Nadia Rinaldi scrive e rende pubblica sul settimanale Di Più una lettera al suo secondo marito, Francesco.

Ecco l’intera lettera riportata dal giornale. Parole forti e piene di dolore.

“Francesco, ti scrivo, con le lacrime che bagnano questo foglio, queste parole unte di rabbia che lascio scivolare via, come per liberarmi di un dolore che non passa. Neanche diminuisce: mi fa solo stare male e piangere. Incessantemente”“Avevo puntato tutto su di te – prosegue Nadia nella missiva – Ancora una volta avevo creduto in un uomo, nell’amore, ma sei stato la più grande delusione della mia vita. E ora mi fai ribrezzo. Sto male, piango, vomito, urlo, passo le mie notti a ricordare quello che eravamo, a cercare un perché alla polvere che mi hai fatto ingoiare. Ma non c’è più niente da salvare nel nostro rapporto. Presto tornerò a Roma per ricominciare da zero, nel lavoro e nella mia vita, senza di te, che te ne sei andato, che mi hai abbandonato per una donna conosciuta su Internet. E mai, dico mai, avrei pensato di vivere tanto dolore”.

Nadia si era trasferita a Pescara per lui ma qualcosa si era rotto. L’uomo passava la notte al pc a chattare con altre donne fino a quando una lite ha fatto degenerare il tutto e Francesco se nè andato di casa“Tre giorni dopo hai pubblicato sulla tua amata pagina Facebook che eri diventato ‘single’. Poi mi hai chiamato, dicendo che eri arrabbiato, nervoso: quanto volte ho sentito le stesse parole, queste scuse. Hai continuato a dire che la tensione per la crisi del nostro rapporto ti stava snervando, che gli impegni della famiglia erano troppi. Avevi deciso che avresti trascorso dieci giorni in Sicilia da sole e dieci a Pescara con noi. Sembrava che, da parte tua, ci fosse l’impegno per trovare una cura al nostro matrimonio che si stava sgretolando giorno dopo giorno. Ma a settembre, per sbaglio, dal tuo cellulare è partita una tua chiamata al mio numero: ho sentito tutto quello che accadeva intorno a te. Eri con un’altra donna. Vi ho sentito parlare, coccolarvi, farvi battutine. Eppure, io ero disposta a perdonarti, a ricominciare. Con amore, ti ho implorato di tornare. Mi sono umiliata. A ottobre ho sentito per l’ultima volta la tua voce, quelle parole… mi trema la mano solo nel ricordare. Mi hai detto: ‘Ho un’altra. Non ti amo più, ho chiuso con il passato, non provo più niente per te, non mi manchi, non mi manca niente, ho chiuso, non torno più a casa, voglio vivere ad Agrigento‘”.