SCANDALO INSTAGRAM: che fine faranno le nostre foto?

SCANDALO INSTAGRAM – Bufera in casa Instagram, in noto servizio di photo sharing, recentemente acquistato dal colosso social Facebook.

Il prezzo elevatissimo della transazione (un miliardo di dollari) è un capitale del quale il furbo Zuckerberg deve rientrare, sia con le pubblicità che con un metodo reputato ‘poco ortodosso’ e nell’occhio del ciclone da due giorni.

La nuova policy sulla privacy del servizio recita: “Alcuni servizi potrebbero essere supportati dalla pubblicità. Per aiutarci a vendere contenuto interessante sponsorizzato o promozionale, accetterai che una società a un’altra entità possa pagarci per mostrare il tuo nome, le preferenze, le foto (con ad essa associata i dati relativi) e le azioni che fai, connesse con il contenuto pagato sponsorizzato o promozionale, considerando che nessun compenso andrà a te.” In parole povere Instagram disporrebbe di un numero immenso di immagini degli utenti utilizzabili (ma soprattutto vendibili) ad altre società per pubblicità e altri contenuti mediali.

In rete si è giustamente scatenato il polverone: sono stati centinaia gli abbandoni dal network, che hanno costretto Kevin Systrom, co-fondatore della società a diramare delle scuse dal forte sapore di climbing sugli specchi. ‘La norma è stata mal interpretata e verrà resa più leggibile’. Per salvare la baracca hanno deciso un improvvisa virata, ricordando sempre l’aforisma di Orwelliana memoria: se non paghi un prodotto, il prodotto sei tu, e la grande F di Palo Alto questo lo sa bene.

Federico Ursitti www.tribunaitalia.it

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