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CARO AVVOCATO: possibilità di richiedere il risarcimento del danno in caso di infedeltà del coniuge

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L’avvocato Sara Testa Marcelli risponde:

Nel caso di separazione tra coniugi  possono sicuramente coesistere  la pronuncia di addebito e il risarcimento del danno, considerati i presupposti, i caratteri, le finalità, radicalmente differenti.

Secondo una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, può essere richiesto il risarcimento del danno in caso di coniuge infedele poiché il medesimo, con il suo comportamento, ha causato un danno ingiusto all’altro coniuge.

Risultano in questo caso violati tutti quegli obblighi nascenti dal rapporto coniugale che, da un lato è causa di intollerabilità della convivenza, giustificando la pronuncia di addebito, con gravi conseguenze, com’è noto, anche di natura patrimoniale.

Dall’altro, la violazione dei sopra citati obblighi, si configura come comportamento (doloso o colposo) che, incidendo su beni essenziali della vita, produce un danno ingiusto, con conseguente risarcimento, secondo lo schema generale della responsabilità civile.

Al contrario, in passato, si riteneva che l’addebito, strumento peraltro più sanzionatorio che risarcitorio, non soffrisse la cumulabilità di ulteriori risarcimenti, salvo che vi fossero specifici danni patrimoniali, per i quali il coniuge avrebbe potuto ovviamente essere ritenuto responsabile come nel caso in cui  con il suo comportamento avesse arrecato perdite al patrimonio dell’altro coniuge; ovvero – ipotesi del tutto differente – il coniuge arrecasse danno all’altro, prescindendo dalla sua qualità in quanto mero soggetto danneggiante, come qualsiasi estraneo.