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PIANTO DEL NEONATO: il cervello è programmato per reagire

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 Il cervello è programmato per rispondere al pianto dei neonati predisponendosi all’aiuto – Cosa c’è di più tenero e commovente che il pianto di un bambino? Tutti in fin dei conti ci sciogliamo di fronte a quegli occhietti sgorganti lacrime e se fino a ieri potevamo pensare che ciò dipendesse da una nostra inclinazione all’essere sentimentali, da oggi possiamo dire che è la stessa genetica ad essere causa di tale inclinazione alla tenerezza.

Uno studio dell’universita’ di Oxford presentato al meeting della Society of Neuroscience ha infatti scoperto che il nostro cervello è programmato per reagire al pianto di una bambino anche se con esso non si condivide alcun rapporto di parentela. Per verificare ciò sono state testate le reazioni di 28 persone a diversi suoni: è stato proprio il pianto del neonato a provocare la reazione più intensa, stimata in circa 100millisecondi. Ciò dimostra che il cervello considera il suono del pianto importante ancora prima di elaborarlo completamente, tanto che a reagire sono le sue parti più primitive, quelle che si attivano quando si percepisce una minaccia.

Sembra dunque che aiutare i più piccoli sia per noi assolutamente naturale: ora basterà solo assecondare tale inclinazione e forse creeremo un mondo migliore.

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