FILIPPINE: vietata per legge ogni forma di eros online

Paese che vai, divieto che trovi. Deve aver pensato questo Benigno Aquino III, presidente delle Filippine, prima di firmare la legge che vieta il cybersesso nel Paese, in tutte le sue forme: dalle chat online alle webcam girl.

Tolleranza zero: la passione on line è definito come ‘l’impegno volontario, la manutenzione, il controllo, o la gestione, direttamente o indirettamente, di qualsiasi esibizione lasciva di organi sessuali o di atti sessuali, con l’ausilio di un sistema informatico.’

Pesanti sanzioni per i trasgressori: multe fino a 250.000 pesos filippine (6.000 dollari) e detenzione in carcere fino a sei mesi. Il provvedimento è parte integrante di un impianto legislativo più ampio, che punta a sconfiggere il crimine informatico e a combattere la diffamazione via Internet.

Nel pacchetto, però, è finita anche la diffamazione, facendo presagire possibili abusi sulla libertà di parola, acquisita tra l’altro solo nel 1986, dopo la caduta del dittatore Ferdinando Marcos. Timori espressi dall’Electronic Frontier Foundation e l’Unione Nazionale dei Giornalisti delle Filippine. Il fatto poi che per questi reati saranno istituiti ‘tribunali speciali presidiati da giudici appositamente addestrati per gestire i casi di criminalità informatica’ e che il National Bureau of Investigation (NBI) e la polizia nazionale filippina (PNP) organizzeranno ‘un gruppo o un centro gestito da investigatori specializzati per gestire esclusivamente casi di violazioni della presente legge’ non è di certo rassicurante.

Occorre però ricordare che le Filippine sono uno dei Paesi più colpiti dal triste fenomeno del turismo sessuale, che coinvolge migliaia di minorenni e di bambine nella trappola della prostituzione e della pedopornografia.

Fonte: lastampa.it