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ARRIVA IL SITO DOVE OGNI COPPIA POTRA’ CARICARE I PROPRI INCONTRI SESSUALI: makelovenotporn.tv

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Un sito dove le coppie potranno caricare filmati delle loro prodezze amatorie: è questa l’idea che è venuta alla pubblicitaria di grido Cindy Gallop per combattere il fenomeno dei ‘fast food a luci rosse’ (youporn, pornhube), che a suo avviso starebbero educando le giovani generazioni a un sesso stereotipato, freddo, prevedibile.

‘Esco con dei ragazzi più giovani, sui 22 anni. E quando ci esco, ci faccio sesso. E quando faccio sesso con dei ragazzi più giovani, mi confronto in maniera diretta e personale con le ramificazioni dell’inquietante ubiquità della pornografia hardcore nella nostra cultura. Posizioni e comportamenti discutibili, come ad esempio l’eiaculazione facciale – vengono dati per scontati perché proposti in continuazione invece di essere discussi all’interno della coppia’. Con questo discorso la Gallop, quattro anni fa, lanciò MakeLoveNotPorn.com, un forum dove parlare di sesso senza pregiudizi.

Il sito ha ottenuto un certo successo, e ora l’intrepida Cindy – che nella sua vita precedente ha lavorato per aziende come Levi’s, Johnny Walker e L’Oreal, e che di recente è stata nominata da Forbes fra le donne più influenti al mondo nel settore della tecnologia– si sta per lanciare in una nuova avventura: MakeLoveNotPorn.Tv.

Un sito appunto, dove le coppie potranno caricare i video dei loro incontri sessuali, dopo aver però superato una prima selezione. Infatti non tutti i filmati verrano accettati, la Gallop ed il suo staff provvederanno ad effettuare una prima scrematura.

E’ poi prevista una piccola tassa di ingresso, 5 dollari, che garantirà che partecipino solo persone realmente interessate, no perditempo. E pagheranno anche gli spettatori: per la modica cifra di cinque dollari avranno la possibilità di visionare una clip per tre settimane. Metà del ricavato andrà agli autori (meno una commissione per il servizio di hosting) e metà ai gestori della piattaforma.

Funzionerà? E quanto saranno autentici i filmati di persone che si riprendono per mostrarsi in internet? Ai posteri l’ardua sentenza.

Fonte: lastampa.it