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TURCHIA: aborto negato alla donna che ha ucciso e decapitato il suo stupratore

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Nevin Yildirim è una ragazza di 26 anni madre di due figli. Conduce una vita normale finchè suo marito si allontana per andare a svolgere un lavoro stagionale in un’altra città. Nurettin Gider, 35 anni, sposato con una zia del marito di Yildirim, decide di approfittare della sua assenza per abusare sessualmente della ragazza. Ripetutamente.

La ricatta con foto che la ritraggono nuda e incinta scattate furtivamente durante le notti che passa con lei. Mentre la violenta, minaccia di inviarle ai genitori di lei. Gli stupri proseguono fino al 28 agosto, quando Yildirim decide di porre fine alla violenza: spara dieci colpi al suo aguzzino, in particolare nella zona inguinale, lo accoltella all’addome, lo evira. Poi lo decapita ed espone la sua testa nella piazza del paese.

‘Non parlate alle mie spalle, non giocate con il mio onore. Ecco la testa di un uomo che l’ha fatto’. Queste le parole pronunciate dalla donna sul posto.

Ora Yildrim è incinta di 29 settimane, il bambino è del suo aguzzino e lei vuole interrompere la gravidanza; la legge turca però non lo permette oltre la decima settimana di gestazione, perciò i giudici hanno respinto la sua richiesta di aborto.

Gli avvocati della 26enne hanno chiesto che la donna possa abortire comunque, in base a una norma che lo consente nei casi di stupro. Ma per i giudici, quella di 29 settimane è una durata eccessiva per poter ricorrere a questa soluzione estrema, che le norme in materia di violenza sessuale consentono non oltre la 20esima settimana.

La ragazza ha però dichiarato la sua intenzione di interrompere la gravidanza ‘a qualunque costo’.

Fonte: lastampa.it