PARADISE FAITH: film scandalo al Festival di Venezia

Fare l’amore con il crocifisso: il film scandalo di Venezia – E’ l’estremizzazione di una fede che sconfina nell’ossessione: Paradise Faith, pellicola presentata a Venezia dal provocante regista Ulrich Seidl, è senza dubbio un film destinato a far discutere, a partire proprio da questo Festival.

E’ lo stesso regista a spiegare la sua pellicola con queste parole: “Il film racconta la storia di una donna che, delusa dall’amore terreno e dal suo matrimonio (con un musulmano), si rivolge a Gesù che non solo adora e ama spiritualmente, ma desidera anche sessualmente come amante”.

Una delle scene più discusse è infatti quella in cui la protagonista stacca dalla parete un grande crocifisso, inizia a baciarlo e lo usa poi come oggetto da autoerotismo: un momento tanto intenso quanto impressionante che è però stato ben accolto dalla critica, evidentemente incuriosita dalla tematica e dalla sapiente gestione della trema all’interno del film.

In realtà l’intera storia di Anna Maria, questo il nome della protagonista, è percorsa da eccessi di ogni genere: “Gran parte di “Paradise Faith” si svolge nell’asettica casa, maniacalmente ordinata della donna, una casa piena di crocifissi, santi e della foto del Papa. […] La fede oltranzista della donna fa sì che si autoflagelli, si infligga la pena del cilicio, cammini per casa in ginocchio pregando, scandisca slogan contro il sesso vero nemico del Signore, frequenti una comunità che, tra i suoi slogan, ha quello di “Siamo le truppe d’assalto della Chiesa”. (fonte: TgCom).

Una pellicola dunque da giudicare con i propri occhi, per poterne capire e soppesare gli eccessi senza lasciarsi travolgere dal solo aspetto provocatore.

Cos’altro potrà stupirci durante questo Festivel dopo un crocifisso così “promiscuo”?

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