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CARO AVVOCATO: luci ed ombre sulla legge concernente la procreazione assistita

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L’avvocato Sara Testa Marcelli risponde:

La legge n. 40 del 2004 sancisce le regole per accedere alla procreazione assistita. In particolare, nel nostro paese, ancora non è possibile ricorre alla tecnica della procreazione assistita ogni volta in cui i genitori siano in grado di procreare. In Europa questo ostacolo è presente solamente in Svizzera ed Austria, mentre negli altri paesi la procreazione assistita è consentita anche nel caso in cui entrambi i genitori non siano sterili.

In particolare, l’art. 13 stabilisce che “Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico“.

Ed ancora, nel nostro ordinamento è vietata, secondo quanto stabilito dall’art. 4, ogni sperimentazione sul feto.

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I recenti fatti di cronaca hanno però segnato un passo avanti verso il superamento di questi ostacoli. Difatti, una coppia italiana ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo perché in Italia era stato vietato loro il ricorso alla procreazione assistita, atteso che entrambi avevano già un figlio e quindi non erano sterili

 Nel 2006 i due coniugi hanno infatti avuto una bambina con la fibrosi cistica: allora hanno scoperto di essere portatori sani della malattia. Quando la donna è nuovamente rimasta incinta, nel 2010, si è sottoposta alla diagnosi prenatale e il feto è risultato positivo alla malattia: quindi ha abortito. La coppia ora vuole un altro bambino, ma con la certezza che sia sano. Il che è possibile solo con la screening.

Allora gli stessi hanno presentato ricorso alla Corte di Strasburgo: la fibrosi cistica è una malattia genetica che si trasmette in un caso su quattro al nascituro, e i due vogliono ricorrere alla fertilizzazione in vitro (FIVET). La legge 40 del 2004 non lo consente, perché la pratica è riservata alle coppie sterili o a quelle in cui il partner maschile abbia una malattia sessualmente trasmissibile, come l’Aids e l’epatite B e C. La coppia ha quindi sostenuto nel ricorso che la legge viola il suo diritto alla vita privata e familiare e quello a non essere discriminata rispetto ad altre coppie, in base agli articoli 8 e 14 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo

 La Corte ha accolto la loro tesi e, non vi è dubbio, che questa pronuncia possa costituire l’inizio di un percorso che porterà alla modifica della legge sulla procreazione assistita e l’adeguamento della medesima alle altre legislazioni europee.