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MORTO ANGELO DI CARLO: L’operaio si era dato fuoco davanti a Montecitorio l’11 agosto

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E’ morto all’alba del 19 agosto Angelo di Carlo, 54 anni, originario di Roma ma residente a Forlì; l’11 agosto si era dato fuoco davanti a Montecitorio per protestare contro il suo stato di disoccupazione. La notizia è stata data dai carabinieri.

L’uomo, ricoverato da allora all’ospedale Sant’Eugenio di Roma per le gravi ustioni sull’85% del corpo, ha combattuto tra la vita e la morte per 8 giorni, poi il suo cuore ha smesso di battere.

L’operaio era arrivato in piazza Montecitorio all’una di notte; lì si era versato addosso una bottiglia di liquido infiammabile e si era dato fuoco con un accendino. Avvolto dalla fiamme si era diretto verso l’ingresso della Camera dei Deputati. I carabinieri erano intervenuti prontamente con gli estintori riuscendo a spegnere le fiamme.

L’uomo era stato ricoverato in prognosi riservata al Sant’Eugenio con ustioni di secondo e terzo grado sull’85 per cento del corpo. L’operaio, vedovo, versava in grosse difficoltà economiche a causa della perdita del lavoro, ed era impegnato in un contenzioso con i tre fratelli per un’eredità. Spesso lavorava a chiamata ed era impegnato nei movimenti ambientalisti.

Nello zainetto che aveva con sé c’erano due lettere, una con il numero del suo avvocato, l’altra per il figlio trentenne, Andrea, a cui ha lasciato 160 euro in eredità.

‘Questo dolore e questa disperazione che hanno trovato un epilogo cosi drammatico siano un monito per noi tutti ad agire con rigore e responsabilità di fronte agli effetti di una crisi economica che in autunno rischia di essere devastante sul piano sociale e di questo ha ragione il presidente Napolitano ad essere molto preoccupato’ ha detto il deputato del Pdl, Francesco Giro.

‘Oggi è un giorno di lutto. E’ una sconfitta per lo Stato e per le istituzioni. I suicidi tra gli imprenditori e gli operai hanno ormai raggiunto un numero altissimo e questo è inaccettabile’. Lo scrive sul suo profilo Facebook il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: ‘Occorre riportare il lavoro al centro dell’agenda politica. Come stabilisce l’articolo 1 della Costituzione, la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro. I nostri governanti ogni tanto se lo ricordino’

‘Il tragico epilogo di questa storia mi crea un grande disagio, un malessere profondo – ha detto il capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino – non è accettabile che la sua morte passi per un semplice fatto di cronaca. E’ molto di più: il segnale che la crisi ha raggiunto picchi di devastazione sociale e umana di cui la politica fatica a prendere pienamente coscienza’.

Fonte:Repubblica.it