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DIRITTI DELLE DONNE: EGITTO, sì alle donne velate nella tv di stato

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Dopo una lunga era di dittatura laica, che vietava alle donne di coprirsi il volto in video, per la prima volta in Egitto comparirà nella tv di stato una giornalista velata, come corrispondente della tivù pubblica alla presidenza del Cairo.

Lamiaa Mouafi ha l’occasione di mostrarsi in video grazie al lancio del canale salafita femminile Mariya, emittente del circuito privato.
La redazione centrale dell’emittente di Stato ha deciso così. E anche questo è un segno della rivoluzione. Era stata assunta 12 anni fa, ma da quando aveva deciso di indossare il velo, era stata allontanata dal piccolo schermo e trasferita nella più consona redazione della radio nazionale pubblica.
Poi poche brevi apparizioni in occasione della campagna elettorale per le presidenziali in Egitto, durante le quali le era stato affidato l’incarico di seguire il candidato della Fratelli Musulmani Mohamed Morsi. Ma con la vittoria di Morsi, tutto è cambiato. «Non me lo sarei mai immaginato, non avrei mai pensato di poter ritornare in video», ha commentato entusiasta Lamiaa.

Il capo redattore dei corrispondenti Khaled Mahanna ha tenuto però a precisare che, in realtà, dopo la rivoluzione le giornaliste velate erano già comparse in video. «Questa scelta non ha nulla a che fare con l’elezione alla presidenza di Morsi e non autorizzerà le “barbe lunghe” (gli integralisti islamici salafiti che ne fanno un loro simbolo, ndr) a fare altrettanto. Non darò mai loro l’autorizzazione. Questo confermerebbe l’accusa che stiamo cercando di piacere al potere».
Stando alla situazione attuale, però, è possibile che l’Egitto superi anche questo tabù. «Non avrei nulla in contrario a conduttori con la barba, a condizione che siano presentabili», ha infatti dichiarato il suo collega e caporedattore responsabile dei mezzibusti Amr el Shenawi. Staremo a vedere.

Fonte: lettera43.it

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Paloma